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Fumo: in Cina stop sigarette in locali pubblici ma non sul lavoro

Tempi duri per i fumatori anche in Cina, visto che dal prossimo 1 maggio sarà vietato accendersi una "bionda" in tutti i locali pubblici ma non sul posto di lavoro. Obiettivo: rimanere primo produttore mondiale di tabacco ma non più primo consumatore.

Tempi duri per i fumatori anche in Cina, visto che dal prossimo 1 maggio sarà vietato accendersi una "bionda" in tutti i locali pubblici. Non è la prima volta che la Cina tenta questa strada, ma finora le iniziative antitabagismo sarebbero andate a vuoto. I divieti imposti precedentemente sarebbero stati completamente ignorati dai più, anche a causa delle pochissime multe inflitte. Ma questa volta il governo di Pechino sembra voler fare sul serio, e non solo ha stabilito che sarà vietato fumare nei luoghi pubblici dal prossimo 1 maggio, ma anche i distributori automatici di sigarette non potranno essere istallati nelle aree pubbliche, e tutto questo per cercare di evitare di arrivare a contare circa 300 milioni decessi legati al tabagismo nel 2030. Unica eccezione, forse anche per mantenere la proverbiale produttività cinese negli standard, il posto di lavoro, dove si potrà accendere una o più sigarette in tutta tranquillità. Pare che ad oggi non siano ancora del tutto chiare le sanzioni che saranno inflitte ai gestori dei locali che non faranno rispettare le regole. Quel che pare certo è che la Cina probabilmente vorrà mantenere il primato di primo produttore mondiale di tabacco ma non più quello di primo consumatore.

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