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Addio Perogatt: padre "illegittimo" di Calimero. Non aveva la pensione

Carlo Peroni per la stampa oggi è il "papà di Calimero" ma su Wikipedia non è neppure nominato nella pagina del pulcino nero. Ecco perché alle fiere preferiva disegnare 'Calimerlo', 'Calimano', 'Calimatto' e ovviamente 'Calipero'. Perché Perogatt era innanzitutto una bella persona, oltre che un vero grande artista.

Se ne va a 82 anni Carlo Peroni (il 13 dicembre), in arte Perogatt, uno dei grandi artisti dei fumetti e dell'animazione italiana ed internazionale. Autore di personaggi memorabili quali Nerofumo, Sonny, Paciocco, Flying Stampella, Zio Boris, Slurp, Tippy, l'Ispettore Perogatt e moltissimi altri, creatore "one man band" della rivista Slurp!, animatore di molti dei primi memorabili Carosello, è oggi chiamato dalla stampa il "papà di Calimero" (http://is.gd/fodiBw). Chi è andato però ad informarsi su Wikipedia riguardo a Calimero, magari per ritrovare la sua celebre frase "Tutti ce l'hanno con me perché sono piccolo e nero... è un'ingiustizia però" non avrà però trovato il nome di Perogatt ma la frase: "Gli autori di questo personaggio sono: Nino, Toni Pagot e Ignazio Colnaghi, e la grafica è di Nino e Toni Pagot che ne detengono i diritti. E' comparso originariamente nelle animazioni pubblicitarie create per la società di detersivi Mira Lanza in Carosello" (it.wikipedia.org/wiki/Calimero). Come mai allora per la stampa italiana Carlo Peroni è il "papà di Calimero" e sulla pagine di Wikipedia non c'è neppure una piccola citazione di Perogatt? In realtà Carlo Peroni si potrebbe definire quasi il "padre illegittimo" di Calimero per una vicenda che, ora che è passato a miglior vita, sono i suoi splendidi siti a raccontare. Perogatt era infatti un amante del web e della comunicazione tra internauti avendo un blog (peroblog.splinder.com) ed un sito ufficiale (www.perogatt.com) con tonnellate di materiali, ricordi, invenzioni, cartoline e tantissima umanità (che speriamo rimangano in linea). Sul blog di Perogatt in un post di giovedì 03 luglio 2008, sotto l'"aneddoteria perofumettosa", l'artista racconta infatti l'origine di Calimero e delle sue "conseguenze" (il post integrale "Il primo Calimero" è a questo indirizzo: http://is.gd/Fom7Yr). Perogatt prende spunto dal fatto che aveva visto su Youtube il il primissimo "Carosello" di Calimero "che avevo realizzato interamente io! In tanti anni non ero mai riuscito a rintracciare almeno una copia di quel Carosello e di conseguenza per me quello è stato un vero piacere, mi sono tornati alla mente una marea di ricordi...", racconta. Perogatt ricorda quando "nel lontano 1963, tornando da Roma, ero stato assunto presso la ditta dei fratelli Nino e Tony Pagotto (allora la ditta si chiamava 'Organizzazione Pagot' e successivamente trasformata in 'Pagot Film') avevo avuto come primo incarico quello di animare qualche Carosello, mi sembra fossero per la Crema Elah, e cioè le nuove storie di Capuccetto Rosso. Non posso dire che quelle storie mi entusiasmassero, ma io ero stato assunto da quella ditta e dovevo realizzare quanto mi chiedevano e di conseguenza cercavo almeno di 'divertirmi' un po' come potevo..." ad esempio, spiega nel post lo stesso Perogatt, quello di inserire dei "fotogrammi fantasma" e vedere l'effetto che faceva in sala proiezione. Ma la storia tutta da leggere è la genesi di Calimero, che iniziò quando i fratelli Pagot "mi lasciarono libero di realizzare una puntata del Carosello per la Mira Lanza con quello che meglio credevo", spiega Carlo Peroni. Dalle parole dello stesso Perogatt si capirà come mai Calimero vada in giro con metà guscio in testa: "Poco tempo prima avevo notato in una cascina della campagna bergamasca che un pulcino aveva ancora un pezzo di guscio in testa - scrive nel post Perogatt -; la contadina mi spiegò che a volte quel fatto succedeva, così pensai di lasciare al personaggio quella parte di guscio in testa". C'è anche una spiegazione per l'origine del nome: "Calimero (il nome lo avevo messo perchè doveva far rima con nero e mi ero ispirato al nome della via che era proprio nella vietta accanto all'ingresso della ditta: "via San Calimero" dalla quale passavo ogni volta che mi recavo al lavoro, a Milano, in Corso di Porta Romana)", ricorda ancora Perogatt. Ma il fortunato pulcino nero amareggiò non poco Carlo Peroni dato che il Carosello della Mira Lanza "avrebbe dovuto essere una puntata isolata, ma i responsabili della Mira Lanza lo videro ed a loro piacque molto e dissero che quello sarebbe stato il loro nuovo Carosello! Fu subito un grande successo ed i due fratelli inventarono subito una versione da raccontare in giro per evitare che si sapesse che chi aveva avuto l'idea di quel personaggio fosse stato un loro dipendente. Io ci rimasi molto male e dovetti tacere: mi serviva il loro stipendio per dare da mangiare ai miei tre figli. Quindi loro strombazzavano che l'idea era loro ed io ci soffrivo, ma in silenzio". Sempre dal post di Perogatt si legge anche quanto il mestiere di fumettista, persino ai "bei tempi" fosse alquanto "precario", dato che il futuro riservò non poche sorprese. "No, la faccenda non è finita - scrive Perogatt come nelle migliori storie - : diversi anni dopo scoprii dall'INPS che quella ditta non aveva pagato i mie contributi per tutto il tempo che ero stato loro dipendente! Ne ho parlato anche in altre puntate di questo PeroBlog; non solo loro non mi avevano pagato i contributi, ma nemmeno le altre ditte per le quali avevo lavorato, come ad esempio 'Il Vittorioso', a Roma, e la 'Gamma Film', a Milano (dove avevo realizzato una buona parte del lungometraggio 'Putiferio va alla guerra' e moltissimi famosi Caroselli, come ad esempio Capitan Trinchetto, Cimabue, Sorbolik e molti altri ). Risultato: non essendo stati mai pagati da nessuno i miei contributi, io non ho diritto alla pensione! Anzi, quelli dell'INPS mi incolparono perchè, secondo loro, io avrei dovuto andare a controllare ogni volta per vedere se effettivamente quello che dichiaravano nella busta paga fosse vero o no. Perciò non ho diritto a nessuna pensione! Cioè, potrei ricevere la 'minima', ma la cifra sarebbe talmente bassa che in quel modo sarei costretto ad andare in giro a chiedere l'elemosina... Perciò non mi rimaneva altro da fare che continuare a lavorare, come del resto faccio anche oggi". E così Carlo Peroni spiega quanto sia difficile per lui disegnare Calimero quando glielo chiedono: "Quindi, ogni volta che, in occasione di qualche Fiera del Fumetto, mi chiedono di disegnare un Calimero, a me non fa piacere ed a volte piuttosto disegno una satira di Calimero, come ad esempio 'Calimerlo', 'Calimano', 'Calimatto' e moltissimi altri, fino ad arrivare a Calipero dove faccio la mia caricatura con la mia sola faccia e le zampe da Calimero e sulla testa il classico guscio 'alla Calimero'...", racconta ancora Perogatt. E come ogni grande artigiano, ogni vero artista, ci tiene a far capire quanto Calimero sia stato comunque un "figlio" molto amato e 'pensato': "A proposito: qualcuno per caso ha notato che il guscio di Calimero ha di fianco una strana spaccatura? Ebbene, io l'avevo studiata bene da subito, con molta precisione (come pure le 'sbecchettature' del guscio rotto: non sono disegnate a caso, ma stabilite con una precisa regola) e spesso noto delle brutte imitazioni di gente che non conosce le 'mie regole' e ne viene fuori un guscio completamente sbagliato!... ". La famiglia di Carlo Peroni su Facebook ha scritto: "Non ha sofferto, è volato via in un attimo breve come il battito d'ali d'una farfalla che vola sorridente verso un luogo felice". Ciao Perogatt e grazie di tutto.

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