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Impianto fotovoltaico paga IMU e IUC? Ecco quando va fatto accatastamento

Un impianto fotovoltaico al pari "immobile a destinazione speciale". In alcuni casi, infatti, un impianto fotovoltaico deve essere accatastato come "categoria D/1 - opifici", oppure "categoria D/10 - fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole". Quando, quindi, il possessore di un impianto fotovoltaico deve pagare l'IMU e la IUC? A far chiarezza, è giunta la Circolare n. 36/E del 19 dicembre 2013 dell'Agenzia delle Entrate.

Un impianto fotovoltaico al pari di un bene immobile. Molti cittadini non sono a conoscenza infatti che un impianto fotovoltaico, in molti casi, deve essere accatastato come un "immobile a destinazione speciale" di "categoria D/1", ovvero "opifici", e di "categoria D/10", ovvero "fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole". In alcuni casi, quindi, per lo Stato, un impianto fotovoltaico equivale ad "una fabbrica o uno stabilimento industriale all'interno del quale avviene la trasformazione di una materia prima in un prodotto finito", come da definizione Wikipedia di opificio, che di norma assume più generalmente il significato "di luogo di lavoro dove avviene una qualunque attività industriale". Quando un impianto fotovoltaico è considerato un opificio o di "categoria D/10", quindi, ci sarà bisogno di un accatastamento, e di conseguenza "ci saranno notevoli conseguenze in relazione al Catasto e in termini di imposte, di IMU e di IUC". Quando, quindi, in soldoni il possessore di un impianto fotovoltaico deve pagare l'IMU e la IUC? A far chiarezza, è giunta la Circolare n. 36/E del 19 dicembre 2013 dell'Agenzia delle Entrate. A riassumente le linee guida ci pensa però la Cgia di Mestre che spiega come in generale "gli immobili ospitanti le centrali elettriche a pannelli fotovoltaici devono essere accertati nella categoria D/1 - opifici". La Cgia sottolinea che è "caso ben diverso quello del semplice cittadino che si domanda se installare un pannello fotovoltaico sul tetto della propria abitazione rischi di farne aumentare la rendita catastale". La circolare dell'Agenzia delle Entrate, infatti, afferma che le "installazioni fotovoltaiche poste su edifici e quelle realizzate su aree di pertinenza, comuni o esclusive, di fabbricati o unità immobiliari censiti al catasto edilizio urbano" non devono essere accatastate come unità immobiliari autonome se rispettano almeno uno dei requisiti specificati dalla suddetta circolare, quali la potenza nominale dell'impianto fotovoltaico non superiore a 3 chilowatt per ogni unità immobiliare servita dall'impianto stesso, o la potenza nominale complessiva non superiore a tre volte il numero delle unità immobiliari le cui parti comuni sono servite dall'impianto. Caso diverso è però quello in cui gli immobili ospitanti gli impianti fotovoltaici abbiano i requisiti di ruralità, ovvero in cui si riscontri la presenza di "terreni e fabbricati che congiuntamente siano, di fatto, correlati alla produzione agricola", oppure in cui il fondo abbia "superficie non inferiore a 10.000 metri quadrati". In questi casi, infatti, a tali immobili compete l'assegnazione della categoria D/10 , cioè "fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole".

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