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Fotovoltaico Germania: produzione equivale a 20 centrali nucleari

Le rinnovabili in Germania dimostrano che "è in grado di soddisfare una quota rilevante del suo fabbisogno di elettricità con l'energia solare" dice trionfante Norbert Allnoch dell'IWR. E ne ha ben donde, dato che in due giorni del weekend la Germania ha fatto un pieno di solare "record" di 22 gigawatt.

Il nucleare è definitivamente fuori mercato e non solo per l'immane catastrofe giapponese di Fukushima che segnerà per generazioni la vita nel Sol Levante e di tutto l'ecosistema terrestre come ha già fatto Chernobyl , ma anche per le ottime notizie che provengono dalle energie rinnovabili.
La decisione di Angela Merkel di uscire dall'atomo sta ripagando la Germania in sviluppo, crescita economica e ancora, più semplicemente, in energia.
E' notizia di questi giorni che l'imponente investimento nelle rinnovabili deciso dalla Germania ha prodotto in un weekend di maggio (un venerdì e un sabato da mezzogiorno a mezzogiorno) ben 22 gigawatt di energia elettrica "solare", pari a 20 centrali nucleari a pieno regime. Si tratta di un record mondiale dato che, come sottolinea Norbert Allnoch, direttore del Forum economico internazionale per le energie rinnovabili (IWR) : "Mai prima d'ora nessun Paese ha prodotto così tanta energia elettrica fotovoltaica, la Germania si è avvicinata ai 20 gigawatt (GW) un paio di volte nelle ultime settimane, ma questa è la prima volta che ce l'abbiamo fatta".
Norbert Allnoch non nasconde l'entusiasmo: "Questo dimostra che la Germania è in grado di soddisfare una quota rilevante del suo fabbisogno di elettricità con l'energia solare e che può fare a meno di centrali a carbone, centrali a gas e impianti nucleari". Allnoch ha affermato che i dati si basano sulle informazioni dal European Energy Exchange (EEX), borsa energetica con sede a Lipsia. Non è un caso che proprio in Germania, a Berlino, Greenpeace abbia presentato lo scorso 5 giugno insieme all'European Renewable Energy Council (EREC) e al Global Wind Energy Council (GWEC) la quarta edizione del rapporto "Energy Revolution 2012" .
Secondo il rapporto, come si legge in una nota di Greenpeace "le rinnovabili potrebbero fornire fino al 90% dei consumi elettrici e per riscaldamento e oltre il 70% dell'energia per i trasporti. Questa trasformazione garantirebbe la crescita economica e la riduzione dei costi dell'energia. Le emissioni di CO2 verrebbero drasticamente ridotte prevenendo una catastrofe climatica e creando milioni di nuovi posti di lavoro". Per quanto riguarda l'energia nucleare "pulita" non mancano però nuove interessanti ricerche, come l'energia nucleare piezoelettrica (o fissione piezonucleare) presentata dall' Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) di Torino.

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