le notizie che fanno testo, dal 2010

Nuovi fossili: Lucy non fu primo ominide, e camminava come una scimmia

In Etiopia, nella regione di Afar, sono stati scoperti resti di fossili di un ominide antecedente a Lucy, il che fa supporre che siano state diverse le specie che possono essersi poi evolute nell'essere umano. Nel 2000, però, due ricercatori hanno scoperto che Lucy camminava sulle nocche come una normale scimmia.

Nonostante niente sembra mai scalfire la teoria dell'evoluzione di Charles Darwin, sempre più scoperte potrebbero far supporre che esiste un'altra spiegazione in merito alla comparsa dell'uomo sulla Terra. In Etiopia, nella regione di Afar, sono stati infatti scoperti resti di fossili di quelli considerati come i "progenitori" dell'essere umano risalenti dai 3,3 ai 4 milioni di anni fa. Secondo gli autori della ricerca, pubblicata su Nature, si dimostrerebbe il fatto che sarebbero stati diversi, e di molte specie, gli antenati dell'uomo moderno. Alcuni ricercatori suggeriscono anche che tale diversità sarebbe una sorta di prova involontaria (della natura?) per vedere quale specie fosse meglio in grado di resistere ai cambiamenti del clima e degli habitat di quel periodo, il Pliocene.

Finora, si è sempre pensato che Lucy fosse la nostra antenata più diretta. Lucy è un Australopithecus afarensis i cui fossili sono stati ritrovati sempre nella regione di Afar in Etiopia nella prima metà degli anni '70. I resti di Lucy risalgono dai 2,9 ai 3,4 milioni di anni fa e gli scienziati sono convinti del fatto che gli Australopithecus Afarensis erano parzialmente dei bipedi, quindi come l'Homo erectus ma circa 1,2 milioni di anni prima. I nuovi ominidi scoperti in Etiopia retrodaterebbero tale "camminata eretta" e confermerebbe che ci sono state non solo diverse specie co-esistenti a quella di Lucy ma anche antecedenti. Nel 2001, infatti, specie con le stesse caratteristiche di Lucy sono state scoperte in Kenya (il Kenyanthropus platyops) e in Ciad (Australopithecus Bahrelghazali). La specie scoperta ultimamente in Etiopia è stata invece battezzata Australopithecus deyiremedaI, che significa "stretto familiare" nella lingua parlata dal popolo Afar. Si pensa che i resti possano appartenere a quattro "persone" con caratteristiche sia di scimmia che umane. "Questa nuova specie ha mascelle molto robuste. Inoltre, aveva denti più piccoli. Il canino è molto piccolo, più piccolo di quello di tutti gli ominidi noti che abbiamo documentato in passato" spiega alla BCC Yohannes Haile-Selassie, curatore di antropologia fisica presso il Museo di Storia Naturale di Cleveland negli Stati Uniti.

Il problema è che recentemente, era il marzo del 2000, si è scoperto che Lucy camminava sulle nocche come una qualsiasi altra scimmia, il che rende più difficoltoso pensare ad una sua evoluzione "bipede". I ricercatori Brian G. Richmond e David S. Strait della George Washington University di Washington DC hanno dimostrato che quelli che sono considerati come i nostri antenati camminavano appunto sulle nocche delle mani. Richmond e Strait hanno infatti esaminato le ossa del polso di Lucy e di un Australopithecus anamensis, specie anch'essa considerata progenitrice dell'uomo. I ricercatori hanno quindi scoperto che le ossa di questi due "ominidi" avevano le stesse caratteristiche di una scimmia attuale. La teoria dominante è che gli esseri umani, gli scimpanzé ed i gorilla condividono un antenato comune. Richmond e Strait, in base alla loro ricerca pubblicata su Nature, si dicono quindi convinti che questo antentato comune era un "camminatore sulle nocche" ma che poi la stirpe umana abbia perso tale abilità. La scoperta di nuove specie di "ominidi" però potrebbe anche far pensare che non solo "l'evoluzione lineare a partire da Lucy vada rivisitata" come sostiene Yohannes Haile-Selassie ma che forse vada rivista anche quella dell'evoluzione visto che i nostri "antenati", di fatto, camminavano come delle normali scimmie.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: