le notizie che fanno testo, dal 2010

Foche: la Corte UE rinvia lo stop alla mattanza

Ancora una volta, gli interessi commerciali sono riusciti a prevalere sull'umanità. Il 20 agosto ci sarebbe dovuto essere lo stop sull'importazione dei prodotti di foca nella UE ma per 16 organizzazioni la caccia alle foche non è un atto crudele.

Ieri poteva essere ricordato come il giorno in cui la barbarie veniva finalmente sconfitta dalla civiltà. E invece, ancora una volta, gli interessi commerciali sono riusciti a prevalere sull'umanità. Il 20 agosto ci sarebbe dovuto essere lo stop sull'importazione dei prodotti di foca nei 27 Stati membri dell'Unione Europea, ma tale divieto entrerà in vigore per tutti tranne che per 16 organizzazioni di Inuit che hanno fatto ricorso alla Corte di giustizia europea. Si mette così in moto un procedimento burocratico che non solo potrà durare per mesi ma che non darà la certezza di vedere mettere al bando definitivamente tutti quei prodotti creati dal sangue di migliaia di foche.
Il ricorso presentato dalle 16 organizzazioni Inuit, tra cui la Inuit Tapiriit Kanatami (ITK) e la norvegese GC Rieber Skinn AS, si basa su un assunto che in tanti sperano sarà ritenuto dalla Corte come assurdo. Gli Inuit, infatti, contestano le motivazioni che hanno portato l'Unione Europea ad approvare il provvedimento, e cioè il fatto che la caccia alle foche sia un atto crudele.
Probabilmente, per tali organizzazioni, prendere a bastonate i cuccioli inermi di foca è uno spettacolo di cabaret.
Fatto sta che il premier canadese Stephen Harper fa sapere che "il bando è una palese discriminazione dell'industria canadese e chiederemo alla WTO di stabilire chi ha ragione tra noi e la UE". La loro difesa si basa, infatti, sul fatto che le 900.000 foche barbaramente uccise ogni anno servono per la sopravvivenza della popolazione. Ma proprio questa posizione potrebbe essere la carta vincente della UE, visto che le relazioni commerciali tra Canada e i 27 Paesi membri dell'Unione Europea ammontano a 35 miliardi di euro ma solo 4,2 milioni derivano dal commercio dei prodotti di foca.
E mentre l'iter burocratico comincerà il 7 settembre, tra poco inizierà nuovamente la lugubre mattanza.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: