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Morta Laura Antonelli: da Malizia all'appello di Lino Banfi

E' morta all'età di 74 anni l'attrice Laura Antonelli, ritrovata senza vita nella sua casa di Ladispoli dove viveva da sola. Il successo di Laura Antonelli inizia con Malizia di Salvatore Samperi, ma nel 1991 comincia il declino dopo essere stata trovata con 36 grammi di cocaina. Una interminabile odissea giudiziaria ed un fallito intervento di chirurgia estetica porta Laura Antonelli ad avere diversi problemi psichici. Nel 2010 l'appello di Lino Banfi affinché fosse applicata per Laura Antonelli la legge Bacchelli.

E' morta all'età di 74 anni l'attrice Laura Antonelli, ritrovata senza vita nella sua casa di Ladispoli dove viveva da sola. Non è ancora chiara la data esatta del decesso ma, stando alle prime indiscrezioni, è stata la badande di Laura Antonelli a vedere per l'ultima volta in vita l'attrice. Già avvertito il fratello di Laura Antonelli, che vive in Canada. Laura Antonelli ha raggiunto l'apice della popolarità negli anni '70 e '80, lavorando dapprima in pellicole erotiche e poi in film d'autore. Il successo, per Laura Antonelli, arriva con il film "Malizia" di Salvatore Samperi, recitando accanto a Turi Ferro ed al giovane Alessandro Momo. Con quel film Laura Antonelli, oltre ad entrare nell'immaginario erotico degli italiani, vinse il Nastro d'Argento e il Globo d'oro, quest'ultimo come miglior attrice rivelazione. Subito dopo Laura Antonelli interpretò ruoli in film d'autore come Trappola per un lupo di Claude Chabrol, dove conosce Jean-Paul Belmondo con il quale avrà una lunga e turbolenta relazione. Laura Antonelli affiancò anche Alberto Sordi in commedie come il Malato immaginario e l'Avaro, entrambi di Tonino Cervi. La carriera di Laura Antonelli subisce una grossa battuta d'arresto quando nel 1991 i Carabinieri entrano nella sua villa di Cerveteri e trovano 36 grammi di cocaina. L'attrice viene arrestata e condotta in carcere, rimanendo chiusa a Rebibbia per qualche giorno. Laura Antonelli viene quindi condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti, e solo 9 anni (nel 200) dopo la Corte d'appello di Roma la assolve riconoscendo l'attrice solo come una consumatrice abituale di stupefacenti ma non spacciatrice. Nel 1991 tenta di risalire la china con Malizia 2000, ma il film sarà un flop. Oltre all'insuccesso, Laura Antonelli deve combattere contro una reazione allergica ad un trattamento di chirurgia estetica che, di fatto, le trasforma il viso ed i lineamenti. Laura Antonelli porta in tribunale il produttore ed al regista del film Malizia 2000, accusati dall'attrice di averla costretta a sottoporsi al trattamento anti-rughe, nonché il chirurgo plastico. Dopo tredici anni di attesa, però, il Tribunale di Roma respinge la richiesta di risarcimento (30 miliardi di lire) e sentenzia che le alterazioni dermatologiche patite da Laura Antonelli non vanno ascritte alle sostanze iniettatele, bensì ad una reazione allergica nota come edema di Quincke. Durante questi anni, Laura Antonelli soffre sempre di più di problemi psichici tanto da dover essere ricoverata più di una volta presso il centro d'igiene mentale di Civitavecchia. Laura Antonelli si rivolge quindi all Corte Suprema dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, e nel 2006 la Corte d'Appello di Perugia riconosce all'attrice un risarcimento di 108mila euro, più gli interessi, per i danni di salute e di immagine patiti a seguito della sua odissea giudiziaria. Nel 2010, però l'amico Lino Banfi lancia un appello sulla pagine del Corriere della Sera chiedendo all'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi e al ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi l'applicazione della legge Bacchelli. Poco dopo Laura Antonelli rispose all'appello spiegando: "Mi farebbe piacere vivere in modo più sereno e dignitoso anche se a me la vita terrena non interessa più. Vorrei essere dimenticata".

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