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Jesus Christ Superstar compie 40 anni: il mistero della scena finale

Jesus Christ Superstar compie 40 anni, ma la sua forza emotiva rimane immutata, così come il messaggio che viene comunicato nella scena finale del film, anche se il regista Norman Jewison rivela che all'inizio doveva solo "filmare un tramonto, invece...". Invece, mentre all'orizzonte calava il sole sul crocifisso "apparve dal nulla una figura, si trattava di un pastore e il gregge di pecore lo seguiva come si segue uno spirito".

Il film Jesus Christ Superstar compie 40 anni, ma nonostante il tempo, la sua forza emotiva rimane immutata. E nemmeno le polemiche che qualcuno, di tanto in tanto, cerca di sollevare, anche a distanza di 40 anni, riescono a smorzarne l'eco, anche perché, come racconta il regista Norman Jewison, Jesus Christ Superstar fu visionato prima dell'uscita del film da "un monsignore non meglio identificato e un inviato de L'Osservatore Romano" e poi fu proiettato alla presenza di Papa Paolo VI. E in Vaticano, la reazione fu entusiasta.

C'è chi arriva a criticare Jesus Christ Superstar persino dal punto di vista razziale, e solo perché lo straordinario interprete che ricoprì il ruolo di Giuda, Carl Anderson, era nero, un afroamericano della Virginia. Ma Jewison rassicurò le preoccupazioni sorte nello stesso Carl Anderson prima delle riprese, chiarendo: "Ti ho scelto per il tuo talento, non per il tuo colore". Anche perché tutti gli uomini sono uguali di fronte a Dio. Infatti, il cast di Jesus Christ Superstar "era un miscuglio di cristiani, ebrei, musulmani. Tutte le tre grandi religioni monoteiste erano rappresentate e c'erano anche due buddhisti" sottolinea ancora il regista in una intervista, ricordando che nella troupe del film "c'erano anche tre macchinisti italiani che manovrano una gru Atlas ed era fantastico il modo in cui la facevano muovere, con un ritmo e una tale grazia!".

"Tutti ci sentivamo coinvolti in quel che stavamo facendo. Eravamo dei nomadi, una tribù di artisti venuti a compiere la nostra missione nel deserto. Ed eravamo amici, come lo erano stati Gesù, Maria Maddalena, gli apostoli, Giuda" precisa infatti Norman Jewison, ed infatti Jesus Christ Superstar ha radicalmente cambiato la vita di molte di queste persone, perché anche se girato in una dimensione tipicamente hippy questa esperienza segnò profondamente la loro anima. In primis quella dei due attori protagonisti, Gesù e Giuda, rimasti amici per sempre. Carl Anderson muore nel 2004 per una leucemia. Pochi mesi prima fece la sua l'ultima interpretazione nei panni di Giuda, Ted Neeley (Gesù) sottolinea come era ormai "completamente dentro il personaggio, ne aveva compreso a pieno il tormento".

Perché in Jesus Christ Superstar "è Giuda che tiene insieme tutta la storia e lega ogni personaggio" ricorda Ted Neeley, spiegando: "Giuda considera Gesù una superstar e così si fa prendere dai problemi legati al successo terreno, dimenticando il vero messaggio", quello che non va perso con la morte di Gesù, come sembra voler trasmettere la scena finale di Jesus Christ Superstar. Ma questo "the end" non era però nelle intenzioni di Norman Jewison, che racconta "un fatto che gli ha lasciato un punto interrogativo e molta commozione" come spiega in un articolo su stpauls.it Enzo Romeo. L'ultima scena di Jesus Christ Superstar si chiude con il sole che tramonta sul crocifisso, ed il regista rivela: "Mentre stavo girando questa scena accadde qualcosa di assolutamente imprevisto. Apparve dal nulla una figura. Avrei dovuto interrompere le riprese e invece continuammo a girare. Mi accorsi allora che si trattava di un pastore e il gregge di pecore lo seguiva come si segue uno spirito, mentre il sole spariva. Fu una cosa che ci travolse tutti. E rimanemmo lì, in lacrime, senza sapere cosa fare. Dovevamo solo filmare un tramonto, invece...".

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