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Io ci sono, il film: Cristiana Capotondi è Lucia Annibali, 22 novembre Rai1

"Io ci sono" il film sulla storia di Lucia Annibali, sfregiata dall'acido per un "amore malato": in onda martedì 22 novembre su Rai1.

"Un film che accende i riflettori sul femminicidio e sul dramma delle tante donne vittime di un 'amore malato'. Cristiana Capotondi è Lucia Annibali - espongono in una nota dalla Rai -, l'avvocatessa marchigiana sfregiata in volto dall'acido in un agguato commissionato dall'uomo che aveva lasciato al culmine di una relazione tormentata."

"Una cicatrice profonda che solo la dignità e la forza incrollabile di Lucia sono riuscite a rimarginare. Una coproduzione Rai Fiction - Bibi Film Tv, per la regia di Luciano Manuzzi, in onda martedì 22 novembre alle 21.15 su Rai1" prosegue la tv di Stato.

"Tratto dall'omonimo libro di Lucia Annibali e Giusi Fasano 'Io ci sono - La mia storia di non amore', il film racconta la storia vera della giovane e affascinante avvocatessa di Pesaro vittima di un agguato all'acido che l'ha sfregiata sul viso e nell'animo" si continua.

"Orrenda vendetta commissionata dal suo ex fidanzato e collega Luca Varani incapace di accettare di essere stato lasciato dalla ragazza che lui considerava solo 'sua'. La forza interiore - si illustra -, il coraggio e la determinazione di una donna che nella tragedia ha avuto la capacità di rialzarsi e trasformare la sofferenza in voglia di vivere e sete di giustizia. Cristiana Capotondi torna su Rai1 protagonista del film che ricostruisce un caso di efferata violenza sulle donne. Uno dei tanti, troppi, che ogni giorno riempiono d'inchiostro le pagine dei giornali, uno dei pochi in cui la vittima è riuscita a scampare sia alla morte fisica che a quella morale. Un film contro il femminicidio, ma anche un messaggio di speranza per tutte, la dimostrazione che dalle catene di un 'amore malato' ci si può liberare. 'Io ci sono', è una coproduzione Rai Fiction Bibi Film Tv, prodotta da Angelo Barbagallo, in onda in prima serata su Rai1 martedì 22 novembre. Alla regia Luciano Manuzzi che firma anche soggetto e sceneggiatura con Monica Zapelli e la collaborazione di Giusi Fasano. Note di Regia Nessuno può essere rimasto indifferente alla vicenda di Lucia Annibali, l'avvocato di Pesaro, sfregiata con l'acido dal collega Luca Varani con cui aveva una tempestosa e tormentata storia d'amore."

"La caratteristica che la rende particolare, ed esemplare, è il coraggio con cui la vittima si è mostrata, col suo volto deturpato, facendo di se stessa il testimonial più eloquente del silenzio che va spezzato: per denunciare come l'idea del possesso del corpo della donna sia per molti maschi italiani una realtà anche nel nuovo millennio" viene osservato.

Si precisa quindi: "Quanto avremmo voluto che la nostra civiltà avesse fatto dei giri in avanti sulle lancette della storia e che il rispetto per gli elementari diritti umani fosse ormai faccenda acquisita! Non è così."

"E la cronaca degli infiniti femminicidi ne è la più crudele prova. Vicende che siamo soliti relegare a un mondo lontano - si sottolinea -, in Bangladesh come in Pakistan, accadono nella porta accanto. E spesso l'uomo, il maschio, trova presso altri maschi incredibili giustificazioni che alludono al malinteso senso del 'troppo amore'. Non c'è mai amore se si organizza la distruzione dell'altra, se si vuole cancellare il suo volto con l'acido, uno dei reati più abietti che si possano concepire. Raccontare la storia di Lucia mi sembrava un'occasione da non perdere per un cinema che si vuole civile, capace di riflettere il presente. E ringrazio soprattutto la protagonista per aver sposato con entusiasmo il progetto."

"Con il suo slancio altruistico, ben noto a tutti coloro che l'hanno conosciuta, Lucia spera che, se la sua vita è stata irrimediabilmente rovinata (ma non per questo compromessa, ha trovato in sé la forza straordinaria per crearsene una nuova), serva però come monito" si osserva.

"Alle donne perché non cadano nel vortice di quelle relazioni malate che sfociano nel dramma quando non nella tragedia. Agli uomini perché si rendano conto quali sono le aberranti conseguenze di loro comportamenti. Che sono retaggio di una mentalità da sconfiggere. Una volta per tutte. La trama La sera del 16 aprile 2013 Lucia Annibali apre la porta del suo appartamento per rientrare a casa. Un uomo incappucciato la sta aspettando appena oltre la soglia, le lancia addosso del liquido e scappa via. Lucia sente la pelle che brucia e si deforma, pochi attimi e smette anche di vedere: le hanno tirato addosso dell'acido. Lucia non ha bisogno di farsi domande per sapere chi c'è dietro quel gesto: Luca Varani, un giovane avvocato con il quale aveva avuto una relazione tormentata. Stanca di bugie, l'aveva lasciato. E questo Luca evidentemente non poteva perdonarlo. Da quella sera inizia per Lucia un calvario di dolore e di operazioni. Ma accade anche qualcos'altro, di totalmente inaspettato. Quel gesto, che nell'idea dell'aggressore doveva annientarla, cancellarla dal mondo, diventa per Lucia l'occasione di una rinascita. Ogni cicatrice si trasforma in un punto di forza. Nella vita della nuova Lucia, più forte, più determinata, più coraggiosa, bella della sua dignità e del suo orgoglio, non ci sarà mai più spazio per una storia di non amore. Per il NewsRai dedicato cliccare qui" si specifica in conclusione.

© riproduzione riservata | online: | update: 21/11/2016

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