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Comencini:fischi per "Quando la notte" incivili. Pomodori sì risate no

Sembra che alla stampa il film di Cristina Comencini "Quando la notte" in concorso alla Mostra di Venezia, non sia affatto piaciuto. Comencini: inaudito e incivile. Riccardo Tozzi: va bene i pomodori, ma non le risate durante la proiezione.

Sembra che alla stampa il film di Cristina Comencini "Quando la notte", tratto dal suo omonimo libro, in concorso alla Mostra di Venezia, non sia affatto piaciuto. Ma ciò che ha maggiormente fatto risentire la regista sono state le risate del pubblico durante la proiezione, per giunta scoppiate durante alcune scene che invece sarebbero dovute risultare drammatiche, quelle dell'amore tra i protagonisti Filippo Timi (Manfred) e Claudia Pandolfi (Marina). "La reazione è stata inaudita, atipica - afferma la Comencini - ognuno è libero di reagire come vuole ma non credo che nel mio film ci sia una immagine comica o che brilli di grandi battute". In seguito, stando a quanto riporta La Repubblica (http://is.gd/Ky9XLc), Cristina Comencini sarebbe stata molto più dura, e parlando con alcuni giornalisti avrebbe sostenuto che "ridere durante il film è una cosa strana. Inaudita. Civiltà vorrebbe che si guardi con rispetto e poi si scriva quello che si vuole". Dello stesso avviso sembra essere anche il produttore di "Quando la notte", Riccardo Tozzi, anche marito della Comencini, che spiega che "va bene se al termine della pellicola ti tirano i pomodori; ma le risate durante lo svolgimento sono una forma di violenza, che modifica la percezione di tutto il pubblico - affermando - Non so se è un episodio spontaneo, tendo a non essere dietrologo". Per la Comencini a non essere stata "accettata" è stata "l'emozione" che viene destritta in questo film, che racconta una storia sulla maternità, di cui però secondo la regista nessuno vuole mai "parlare", in particolare "gli uomini". Per la Comencini, infatti, ultimamente impegnata nel movimento "Se non ora quando", i fischi, le risate e anche qualche "buuu" durante i titoli di coda non sono "arrivati dalle donne". Il film "Quando la notte", applaudito invece dal pubblico della Sala Grande, racconta la storia e la passione tra una giovane madre in vacanza col figlio di due anni che non smette mai di piangere e un uomo, abbandonato da moglie e figli. L'incontro avviene una sera, quando Filippo Timi (Manfred) salva il bambino dalla Pandolfi (Marina), che a sbattuto la testa. Una scena che a molti a ricordato la vicenda del delitto di Cogne. Cristina Comencini spiega di aver forse pensato "nell'inconscio" ad Annamaria Franzoni, durante la stesura della sceneggiatura, ma senza averne "coscienza". La Comencini spiega di aver voluto solo raccontare "l'ambivalenza dei sentimenti e la fatica che si fa per emergere dai conflitti", mettendo l'uomo al centro tra tra madre e bambino.

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