le notizie che fanno testo, dal 2010

Fibrosi cistica: bambino discriminato a scuola. LIFC: "fatto grave"

Un bambino rifiutato in una scuola pubblica per l'infanzia perché affetto da fibrosi cistica. La motivazione? Perché è una "malattia infettiva". La Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus scrive alle Istituzioni competenti, e sottolinea che la fibrosi cistica (mucoviscidosi) è una malattia genetica e non contagiosa.

In provincia di Catanzaro lo scorso novembre una madre ha visto negata l'iscrizione ad una scuola pubblica per l'infanzia al suo bambino di 5 anni perché affetto da fibrosi cistica. E' stato un quotidiano locale a raccontare la vicenda che, seppur timidamente, si è diffusa anche nelle cronache nazionali. La Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus – Associazione Calabria ha confermato che il motivo addotto dalla dirigente scolastica sarebbe il fatto che l'istituto "non può essere scambiato per un ospedale e non può quindi assistere persone affette da malattie infettive". La Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC) riassume la vicenda: "Inutile si è dimostrato il tentativo della donna di spiegare che la fibrosi cistica non è una malattia contagiosa, ma sono piuttosto anche i piccoli raffreddori delle persone che circondano il paziente a compromettere il suo già precario stato di salute: ella si è vista costretta ad iscrivere suo figlio in una scuola di Soverato, fino a che, stanca per via del pendolarismo quotidiano, non ha raccontato l'accaduto alla sua famiglia e alla LIFC Calabria". La LIFC ha scritto im merito a questa vicenda una lettera indirizzata al Ministro dell'Istruzione e alle istituzioni locali chiedendo un intervento immediato teso alla definitiva risoluzione del problema, concedendo il diritto all'istruzione e alla socializzazione al bambino discriminato. Sul sito della Lega Italia Fibrosi Cistica sono riportati alcuni stralci della lettera firmata da Silvana Mattia Colombi vicepresidente e Responsabile Qualità della Vita LIFC. Scrive Colombi: "Il fatto è estremamente grave perché un bambino affetto da fibrosi cistica è un bambino dall'aspetto normale e dall'intelligenza vivace che però lotta tutta la vita contro una malattia subdola e progressiva che colpisce soprattutto l'apparato respiratorio e digestivo. Un bambino affetto da fibrosi cistica è costretto per la sua malattia a rinunciare a molte delle belle cose che i coetanei possono fare, è un bambino che vive a contatto con medici ed ospedali, è un bambino che deve curarsi ogni giorno per contrastare la malattia da cui è affetto. Non è una malattia contagiosa la sua, né una malattia pericolosa per gli altri, ma solo ed esclusivamente per sé; la sua frequenza scolastica infatti aumenta la possibilità di entrare in contatto con virus stagionali e di contrarre sia infezioni respiratorie che gastrointestinali dagli altri bambini". Continua nella sua lettera la vicepresidente della LIFC: "E' un rischio questo che il genitore spesso fatica ad accettare, prevalendo in lui il forte senso di protezione e di cura verso il proprio figlio al quale si vorrebbero evitare complicazioni e il rischio di ospedalizzazioni. Ma dove il genitore riesce, seppur a fatica, a superare queste sue paure, non dovrebbe trovare sulla sua strada ostacoli di alcun genere. Invece gli ostacoli sono ancora una volta posti proprio da quelle istituzioni che dovrebbero tutelare il bambino e consentirgli un totale e sereno inserimento scolastico e sociale e che invece, con troppa superficialità, lo hanno discriminato, negandogli alcuni dei suoi diritti fondamentali, quali la formazione e la socializzazione (...). Eppure nel corso degli anni sono state emanate molte norme nazionali ed internazionali che tutelano il diritto all'istruzione, alla socializzazione e all'integrazione dei bambini fin dalle scuole dell'infanzia".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: