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Lorenzin: fecondazione eterologa senza legge non si può fare

La Toscana e alcuni centri privati hanno già aperto alla possibilità di accedere alla fecondazione eterologa dopo la sentenza della Consulta, anche perché il suo presidente sostiene che in merito non esiste "alcun vuoto normativo". Betrice Lorenzin però chiarisce che fino all'applicazione di una legge, in Italia la fecondazione eterologa non si può fare.

La Corte Costituzionale, lo scorso aprile, ha sentenziato che l'Italia non può impedire la fecondazione eterologa, e così in Parlamento è iniziata la discussione per approvare una legge ad hoc. La Toscana, così come alcuni centri privati, hanno però già aperto alla possibilità di accedere alla fecondazione eterologa, iter difeso anche dal neo presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro, che sostiene: "I centri di fecondazione assistita autorizzati possono praticare già ora l’eterologa, purché rispettino tutti quei paletti che la legge 40 ha fissato per la procreazione medicalmente assistita in generale e tutti i meccanismi di controllo pubblico previsti e magari talvolta insufficienti. Tesauro ricorda infatti che non esiste nessun "vuoto normativo" al riguardo poiché, se così fosse, le questioni di legittimità non verrebbero neanche discusse nel merito dalla Consulta e non varcherebbero la soglia dell’ammissibilità. Tesauro deve però ammettere che il vuoto normativo sulla fecondazione eterologa esiste solo su "un punto" e anche "di un certo rilievo" e cioè "il numero delle donazioni, da colmare eventualmente con un aggiornamento delle linee guida o con norma primaria". Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha sempre auspicato un passaggio parlamentare sulla legge per l'eterologa, ma vista la piega presa in questi mesi ha pensato di adottare un decreto, che il governo Renzi però ha deciso infine di non presentare. A La Repubblica, Lorenzin spiega come è giunta tale decisione: "Ho parlato dell`urgenza di tipo sanitario e delle forti pressioni esterne. Ho proposto una soluzione pragmatica. Mi hanno chiesto se secondo me questa materia aveva una portata bioetica. Ho detto di sì e abbiamo deciso che si poteva aspettare qualche mese, perché su questi temi deve esprimersi il Parlamento". Beatrice Lorenzin quindi chiarisce che fino all'applicazione di una legge, in Italia la fecondazione eterologa non si può fare, specificando: "Secondo la lettura del nostro ufficio legislativo i centri, pubblici e privati, non si possono muovere. Altrimenti si espongono a contenziosi e problemi giuridici, legati ad esempio alle procedure di autorizzazione". In merito alla delibera della Regione Toscana, che annuncia che andrà avanti avviando i trattamenti per l'eterologa, la Lorenzin risponde: "Si tratta di una loro decisione, noi rispettiamo le decisioni di tutti e tutti si assumono le proprie responsabilità fino in fondo. Bisogna vedere cosa possono fare, come autorizzano i centri, se questi accettano di lavorare anche senza copertura legislativa. Loro decidono i requisiti per l'autorizzazione ma in questo modo salta l'uniformità del servizio sul territorio nazionale. Il mio timore è che ci siano situazioni che sfuggono ai controlli di sicurezza e mettano a repentaglio la salute dei bambini".

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