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Embrioni congelati: tribunale dà ok ad impianto anche se compagno è morto

Nonostante la legge 40 lo vietasse, le successive sentenze della Corte Costituzionale hanno di fatto dato il via libera alla crioconservazione degli embrioni. Dopo la sentenza a Bologna, è il tribunale di Reggio Emilia ha dare il secondo via libera ad una donna di 35 anni all'impianto di un embrione congelato prima che il compagno morisse.

La pronuncia del 2009 della Corte Costituzionale sull'articolo 14 della legge 40 che regola la fecondazione assistita ha arginato di fatto il divieto di crioconservazione degli embrioni, e per la seconda volta in poco tempo una donna tenterà di avere un figlio nonostante il compagno sia già morto. Dopo la sentenza a Bologna, quando però era stato autorizzato l'impianto di embrioni congelati 19 anni prima (quindi prima della legge 40 del 2004), è il tribunale di Reggio Emilia ha dare il via libera, in tempi rapidissimi, ad una donna di 35 anni all'impianto di un embrione congelato prima che il compagno morisse, stroncato a 48 anni da un tumore ai polmoni. Nella sentenza si legge infatti che "nell'ipotesi di embrioni crioconservati ottenuti con consenso di entrambi i componenti della coppia, di cui uno successivamente sia deceduto, gli articoli (...) non costituiscono limite alla esplicazione del diritto della donna ad ottenere il trasferimento degli embrioni".

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