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Sciopero farmacie 26 luglio. Spending review? A rischio 20mila posti

Confermato lo sciopero delle farmacie per giovedì 26 luglio. Chiuse le farmacie in tutta Italia per l'intera giornata, mentre in molte piazze sit-in di protesta contro la spending review, che mette a rischio, secondo Federfarma, circa 20mila posti di lavoro.

Le nuove misure contenute decreto-legge sulla spending review , considerate da Federfarma come "inique e insostenibili" andranno ad aggravare "la situazione economica delle farmacie, già fortemente compromessa a seguito dei continui tagli operati in questi anni. La redditività sui medicinali forniti ai cittadini in regime di SSN (Servizio sanitario nazionale) è già oggi praticamente a zero" e quindi, precisa Annarosa Racca presidente di Federfarma, "necessariamente ci saranno anche risvolti negativi sull'occupazione con la riduzione stimata in circa 20.000 posti di lavoro". La spending review, infatti, denuncia Federfarma, taglia la "spesa farmaceutica territoriale - quella cioè sotto controllo, monitorata e in continua riduzione da anni – mentre premia con un innalzamento del tetto la spesa per i farmaci erogati dalle strutture pubbliche, quella spesa cioè di cui la stessa Corte dei Conti ha dettagliatamente illustrato gli enormi sprechi". L'Associazione di categoria sottolinea quindi che "le Regioni, a seguito del taglio al Fondo sanitario nazionale, non potranno che ridurre i livelli essenziali di assistenza farmaceutica e questo comporterà inevitabilmente per il cittadino quote di partecipazione più elevate e un numero inferiore di farmaci forniti gratuitamente dal SSN". Il 10 luglio scorso, poco dopo l'approvazione della spending review da parte del Cdm, Federfarma sottolineava inoltre che per effetto del decreto "già nel 2013 si determinerà un ulteriore taglio pari a 40mila euro in meno per ogni singola farmacia: un taglio che si somma a tutte le altre trattenute già previste, e che è pari al costo di un dipendente", sottolineando anche che "è stato abbassato il tetto della spesa farmaceutica territoriale dall'attuale 13,3% all'11,5%, e quindi a settembre, ottobre i soldi saranno finiti".
Il presidente di Federfarma Annarosa Racca spiega poi che la norma sull'aumento dello 'sconto' (fissato al 3,65%) obbligatorio da fare al Servizio sanitario nazionale contenuto nella spending review "costerà alle farmacie 220 milioni di euro l'anno" ed a questo si devono "aggiungere i 600 milioni di euro che le farmacie dovranno pagare se ci sarà lo sforamento della spesa territoriale". La Federfarma ricorda inoltre come sia "inaccettabile che la spending review penalizzi la farmacia che rispetta il tetto di spesa, che fornisce i dati su come vengano utilizzate le risorse fornite, spesa che resta stabile o diminuisce ogni anno", visto che le 18.000 farmacie italiane forniscono i dati di tutte le ricette SSN per un monitoraggio preciso e immediato della spesa e dei consumi dei farmaci distribuiti. Annarosa Racca aggiunge infatti che "il Governo conosce il destino di ogni euro che è stato destinato alla farmaceutica territoriale tramite le farmacie, e purtroppo questo è il motivo per cui è così semplice tagliare sulla nostra pelle".
Per tutti questi motivi la Federfarma ha indetto, e confermato, per giovedì 26 luglio una intera giornata di sciopero per le farmacie, che rimarranno chiuse a livello nazionale. A livello locale, invece, la Federfarma ha organizzato una serie di iniziative di protesta. A Milano, per esempio, si terrà un sit-in in piazza della Scala, dove verrà allestito un gazebo nel quale i farmacisti spiegheranno a cittadini e giornalisti le motivazioni della mobilitazine. Ma manifestazioni di piazza anche a Trieste, Bologna e a Brindisi e Napoli, dove dove prosegue lo sciopero della fame del presidente Michele Di Iorio.

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