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Ricetta dematerializzata in farmacia valida in tutta Italia. Ma niente teletrasporto

La ricetta medica su carta diventa ricetta medica dematerializzata. Non è fantascienza da teletrasporto, ma la realtà materializzata con una firma sul decreto dal Ministro Lorenzin. Dopo la sperimentazione la ricetta dematerializzata in farmacia è ora valida in tutta Italia. In arrivo anche quella veterinaria.

Per molti abituati alla ricetta classica, cioè a quel foglietto bianco con la stampa rossa che si porta in farmacia, potrà sembrare una terminologia da Star Trek, ma la "dematerializzazione" della ricetta farmaceutica è la denominazione che la burocrazia statale ha scelto per la meno fantascientifica "ricetta elettronica on line". La rivoluzione digitale delle ricette è partita "con l'approvazione dell'art. 50 della legge 326/2003 che ha introdotto la ricetta (cartacea) standardizzata, la tessera sanitaria (TS) e l'obbligo di invio dei dati di tutte le ricette da parte prima delle farmacie (2008) e poi dei medici (2011)", come spiega Promofarma, società di Federfarma, in una pagina dedicata alla ricetta dematerializzata. Dal 12 novembre la ricetta elettronica viene accettata nelle farmacie di tutta Italia grazie al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha firmato il decreto che "definisce le modalità di dispensazione dei medicinali prescritti su ricetta medica dematerializzata a carico del Servizio Sanitario Nazionale", come si legge in una nota del Ministero. Il Ministero della Salute declama gli assoluti vantaggi per tutti (pazienti, medici, farmacie, ecc.) che l'avvento della dematerializzazione della ricetta comporta. "Il processo di digitalizzazione del SSN - scrive il Ministero - compie così un ulteriore importante passo verso il miglioramento del rapporto costo/qualità` dei servizi sanitari, rendendo più omogeneo l'accesso ai servizi nelle diverse aree del Paese, nonché semplificando il rapporto tra assistito e SSN". E continua: "La nuova ricetta dematerializzata consentirà di garantire la migliore, e più semplice, assistenza nel percorso di cura e verificare l'appropriatezza prescrittiva. Tracciabilità delle prescrizioni, una più efficace integrazione tra tutti gli operatori sanitari grazie alla sincronizzazione delle attività di prescrizione da parte del medico e di erogazione da parte del farmacista, consentiranno inoltre non solo di controllare l'appropriatezza ma anche di ridurre eventuali truffe e falsificazioni, con un risparmio di tempo e di oneri burocratici".

In altri termini la ricetta dematerializzata cambierà la vita del medico, del farmacista, e per ultimo, del paziente. Una innovazione tecnologica irrinunciabile per un Paese in cui gli abitanti mangiano pane e farmaci (solo quando gli alimenti saranno tutti nutraceutici si mangerà solo pane). Per questo lo Stato in un certo senso ha preferito "sveltire" la burocrazia della somministrazione dei farmaci grazie all'automazione informatica invece di cercare in tutti i modi di ridurre la quantità di molecole avidamente ingollate dagli italiani. Se nel 2010 scrivevamo scandalizzati l'articolo "Italiani impasticcati: 952 su 1000 prende un farmaco al giorno", riflettendo su come praticamente chiunque all'epoca assumesse un farmaco (con i suoi relativi effetti collaterali anche sull'umore) e che di conseguenza "quasi tutti" gli italiani fossero ormai malati di qualche patologia, oggi si è evidentemente superato qualsiasi limite. L'Italia farmacodipendente ormai va a "velocità smodata" (per citare ancora la fantascienza, questa volta parodistica di Mel Brooks). Scrive l'Osservatorio sull'impiego dei medicinali (OsMed) nel suo rapporto "L'uso dei farmaci in Italia" del 2014: "Il consumo di medicinali negli ultimi undici anni ha mostrato un inarrestabile andamento crescente, passato dalle 763,8 DDD/1000 abitanti die del 2004, alle 1.039,4 DDD 1000 abitanti die del 2014, pari ad un incremento del +36%". Siamo cioè arrivati all'"overdrive": mille italiani consumano giornalmente milletrentanove virgola quattro dosi di farmaco. Vitale quindi passare alla dematerializzazione della ricetta per sveltire la consegna.

Ma come funziona la "filera" della ricetta elettronica. Lo spiega molto bene sempre Profarma: "I medici non riceveranno più blocchi di ricette cartacee, bensì solo una serie di numeri. Sono i numeri delle ricette elettroniche (NRE) che, prodotti dal sistema centrale gestito da SOGEI, verranno assegnati alle ASL. Le Asl li forniranno ai medici sulla base degli attuali parametri e criteri utilizzati per la distribuzione dei ricettari cartacei. Il medico per prescrivere un farmaco o una visita specialistica, si connetterà tramite il proprio Pc (in un futuro prossimo potrà essere un tablet o uno smartphone) al sistema di riferimento e, dopo essersi identificato, effettuerà la prescrizione on line utilizzando uno degli NRE a lui assegnati". La società di Federfarma continua a spiegare: "A questo NRE, il medico assocerà il codice fiscale dell'assistito. Il sistema validerà il codice fiscale e tutte le informazioni di esenzione (per reddito e/o per patologia). A questo punto, il medico completerà la ricetta con la prescrizione del farmaco e, con un semplice click, confermerà la generazione della ricetta elettronica sul server di SOGEI. Il medico stampa e consegna all'assistito un 'promemoria' che riporta NRE, codice fiscale, eventuali esenzioni e prescrizione. Il promemoria garantisce all'assistito la possibilità di ottenere il farmaco anche in caso di assenza di linea o in presenza di qualsiasi altro inconveniente legato all'accesso al server". "Con il promemoria l'assistito si reca in farmacia,- si legge ancora da Profarma - la farmacia si collega al sistema mediante le chiavi di accesso rappresentate dal NRE e dal codice fiscale, accede alla ricetta elettronica ed eroga il farmaco. La farmacia completa l'operazione inviando al server di SOGEI i dati relativi all'erogazione (prezzo del farmaco, ticket, sconti in favore del SSN, etc.) e i codici che individuano la singola confezione: (codice AIC e codice 'targatura', cioè il codice seriale identificativo della singola scatola). Il funzionamento delle ricette elettroniche che prescrivono visite specialistiche e analisi da effettuare nei laboratori è analogo a quello descritto".

Anche per quanto riguarda i nostri amici animali, progressivamente anche loro sempre più medicalizzati, la ricetta dematerializzata sta arrivando. "La ricetta veterinaria e la tracciabilità del farmaco veterinario rappresentano alcune tra le priorità che il Governo si è dato con l'adozione dell'Agenda di Semplificazione 2015-2017 che, tra gli obiettivi, prevede proprio il superamento dell'attuale onere di compilazione e trasmissione delle ricette cartacee", dichiarava il Ministro Lorenzin giusto qualche mese fa. Quale sarà la prossima cosa da dematerializzare? Magari l'intero Servizio Sanitario Nazionale, sostiene qualche maligno oppositore del Governo. Oppure le farmacie stesse, profetizza qualcun altro, dato che i farmaci, in tendenza, si compreranno sempre più on line, anche se ora è solo possibile per medicinali senza obbligo di prescrizione, come antidolorifici e antipiretici. Ma c'è anche chi, dopo la tecnologia della dematerializzazione vuole di più, magari il teletrasporto (cioè un dematerializzatore/rimaterializzatore). In effetti alla massiccia informatizzazione delle farmacie manca solamente il servizio di teletrasporto dei farmaci. Ma se questo servizio chiaramente ancora non c'è, pochi sanno che esiste l'importante servizio di consegna gratuita dei farmaci a domicilio. Basta chiamare il Numero verde 800 189 521. Il servizio consiste nella consegna gratuita dei farmaci a domicilio per casi non urgenti ed è riservato esclusivamente alle persone che sono "impossibilitate a recarsi in farmacia, per disabilità o gravi malattie, e non possono delegare altri soggetti". Il servizio è offerto dalle farmacie associate a Federfarma che hanno aderito all'iniziativa, alla quale non partecipano le farmacie comunali (al momento il servizio non è attivo nelle Province di Cuneo e Genova).

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