le notizie che fanno testo, dal 2010

Parafarmacie e farmacie: quando Brave Heart sfida Beppe cardiopatico

Tra associazioni di parafarmacie e quelle di farmacie, arrivate al dunque davanti a Monti sulle "liberalizzazioni", dove in gioco ci sono i farmaci di "fascia C", divampa la polemica e la "guerra" tra immagini. I "titolari di farmacia" puntano su "Brave Heart", i parafarmacisti su "Beppe cardiopatico".

Divampano le polemiche tra "parafarmacisti" e "farmacisti" (ormai quasi due categorie del pensiero come la "metafisica" e la "fisica") per le liberalizzazioni promesse dal governo tecnocrate di Mario Monti. I parafarmacisti sono assolutamente d'accordo con il premier tecnico in fatto di liberalizzazioni nel loro settore. In gioco c'è infatti la liberalizzazione dei farmaci di "fascia C" che permetterebbe alle parafarmacie di vendere quelle medicine vendute dietro ricetta medica e non rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale. Si tratta, come ricorda Wikipedia di "antidolorifici, antinfiammatori, ansiolitici, antipsicotici, antidepressivi, anoressizzanti ed altri" che hanno un valore commerciale non indifferente. Assolutamente contraria alle liberalizzazioni è ovviamente Federfarma che vede la vendita dei farmaci di "fascia C" come fumo negli occhi, tanto che in una dura nota l'associazione delle farmacie bolla i parafarmacisti come fossero una "longa manus" della "Grande distribuzione organizzata". Intanto mentre i due leader di "Essere Farmacisti" si sono incatenati ieri di fronte alla Camera dei Deputati, sempre per chiedere a Monti "di rendere vendibili anche fuori dalle farmacie i farmaci di fascia C", il Movimento Nazionale dei Liberi Farmacisti definisce invece "vergognosa la campagna a difesa del monopolio della Farmacia". La campagna a cui il Presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, Vincenzo Devito si riferisce è quella apparsa il 17 gennaio "a pagina 28 di Repubblica" (e in altri quotidiano nazionali) dove si vede "la faccia di una persona anziana e il titolo 'Brave Heart', cuore coraggioso". Il Presidente del Movimento Liberi Farmacisti bolla l'iniziativa pubblicitaria come una "leva sui sentimenti degli italiani per difendere in maniera subdola i propri privilegi" da parte dei "titolari di farmacia". "Nella pubblicità si tenta di far credere che le persone anziane che abitano nei paesini più piccoli a seguito delle liberalizzazioni non troveranno più una farmacia a disposizione - continua la nota del MNLF - e dovranno fare un'ora di viaggio tra andata e ritorno per ottenere i propri farmaci. Una falsità grossolana perché questo è proprio ciò che accade sempre più spesso con l'attuale numero chiuso di farmacie". Conclude il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti: "Il Governo tenga conto di questi comportamenti e ponga la parola fine ad uno dei più forti monopoli in Italia. Aumentare il numero delle farmacie è giusto, ma senza la concorrenza, ovvero senza liberalizzazione dei farmaci di fascia C, tutto sarà come prima". E il Presidente Vincenzo Devito ricorda infine: "Gli unici che avranno la peggio saranno proprio i cittadini e tra questi persone come quelle a cui la pubblicità fa riferimento: Beppe 81 anni, cardiopatico e con la pressione alta, costretto a pagare il massimo prezzo per i farmaci con obbligo di ricetta che il S.S.N. non gli concede in assistenza".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: