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Italiani impasticcati: 952 su 1000 prende un farmaco al giorno

Un farmaco al giorno avvicina il medico di turno, si potrebbe parafrasare. Leggendo gli ultimi dati presentati dall'Osservatorio Nazionale sull'impiego dei medicinali si scopre che ogni giorno gli italiani prendono "una dose" di farmaco.

I farmaci sono in ogni casa italiana dentro un armadietto (o in uno "sportello"), di solito unicamente dedicato ad essi, come in un tempietto.
Là dentro, per la maggioranza delle persone, c'è la "salute", contravvendendo al saggio Ippocrate che consigliava il cibo come migliore cura lasciando al farmacista i suoi "veleni" (farmaco in greco significa veleno).
Ma si sa che il liceo classico non è mai servito a niente.
Quasi in ogni borsa c'è qualche farmaco pronto da essere usato per un banale mal di testa o offerto con generosità per un bruciore di stomaco.
L'amore degli italiani per i farmaci sembra non avere limiti e cresce sia da parte di chi lo prende, di chi lo prescrive e di chi se lo autoprescrive (come succede per i farmaci "da banco").
Succede così che per dei farmaci fondamentali (come gli antibiotici) questo entusiasmo stia consumando l'efficacia dei loro principi attivi sino a farli diventare progressivamente inefficaci (vedi la campagna AIFA "Difendi la tua Difesa" su antibioticoresponsabile.it).
Ora, secondo i nuovi dati del rapporto Osmed (Osservatorio Nazionale sull'impiego dei medicinali) dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità) viene fuori che su 1000 abitanti 952,2 prendono un farmaco al giorno (di solito farmaci per l'apparato cardiovascolare o gastrointestinale) che rappresenta ben il 20% in più di 5 anni fa.
Quindi quasi tutti gli italiani sarebbero malati (e cronici per di più), una bella speranza per la nazione e per il progresso del Paese.
Un dato raccapricciante per molti (ma ovviamente normalissimo e benedetto per ogni casa farmaceutica) che vede un aumento di ricette, confezioni e dosi tutti sopra un più 3%, mentre la spesa farmaceutica (su cui non incombe mai la crisi) aumenta dello 0,8% rispetto allo scorso anno.
Quindi non c'è da stupirsi se da dieci anni a questa parte "la gente" sembra essere "diversa" da quella di prima, forse c'entra anche il fatto che assume ogni giorno dei farmaci (e dei farmaci per contrastare gli effetti collaterali dei farmaci) i quali, spesso, hanno anche ripercussioni sull'umore e sul comportamento.

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