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Ipertensione: niente farmaci ma pacemaker

Un pacemaker stimolatore al posto dei farmaci per ridurre la pressione arteriosa che porta all'ipertensione. Una donna il primo paziente a cui è stato impiantato.

Nasce il pacemaker stimolatore impiantato sotto la cute per ridurre l'ipertensione.
Il primo intervento è stato effettuato il 29 marzo dal professor Alessandro Ducati, Direttore della Neurochirurgia universitaria dell'ospedale Molinette di Torino, con la collaborazione del professor Franco Veglio, direttore del reparto di Medicina Interna universitaria e del Centro ipertensione arteriosa delle Molinette. Il paziente che si è sottoposto a questo nuovo trattamento è una donna di 50 anni che da anni soffriva di ipertensione. Pur di non assumere più quella dozzina di farmaci al giorno ha deciso di sperimentare questa nuova tecnica.
L'operazione consiste nell'impiantare uno stimolatore sottocute (simile ai comuni pacemaker) e due elettrodi, che saranno quest'ultimi situati nel collo, vicino alla biforcazione delle arterie carotidi.
Il professor Franco Veglio spiega che l'impianto è simile a quello utilizzato per curare l'epilessia. Funziona facendo partire dei segnali dal cervello diretti a a cuore, vasi sanguigni e reni che inibiscono la produzione degli ormoni vasocostrittori. Diminuendo così l'ipertensione.
Questa terapia è una novità rispetto a quella farmacologica per la cura dell'ipertensione arteriosa resistente.
Tale tecnica si è sviluppata proprio per tutti quei pazienti la cui cura con i farmaci risultava inefficacie a ridurre la pressione arteriosa.

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