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Farmaci innovativi: medici di base i paria del SSN, dice Simg e Fimmg

Simg e Fimmg denunciano che i medici di medicina generale vengono considerati come paria, visto che ancora non possono prescrivere i farmaci innovativi.

"Sul tema della prescrizione dei farmaci innovativi l'onorevole Federico Gelli ha sollevato un problema che ormai provoca solo imbarazzo nel nostro Sistema Sanitario Nazionale", dichiarano in una nota Claudio Cricelli, presidente di Simg e Silvestro Scotti segretario nazionale di Fimmg.

"Da molti anni per una decisione cervellotica e priva di alcun senso logico, clinico ed economico, la prescrizione dei farmaci innovativi è stata inibita ai medici di medicina generale sulla base di considerazioni prive di sostanza clinica e sanitaria - spiegano -. Questa decisione perdura tuttora e ha portato danni incalcolabili alla salute dei cittadini, a cui è stato di fatto impedito l'accesso alle cure di patologie importanti come il diabete e le malattie cardiovascolari".

Secondo Cricelli e Scotti ha quindi "ragione Gelli quando afferma che questa situazione è solo italiana. Aggiungiamo - proseguono - che a causa di questa assurdità i medici di medicina generale non hanno più accesso all'informazione scientifica e alla conoscenza sui nuovi farmaci cosiddetti innovativi, molti dei quali sono stagionati e già invecchiati. Addirittura si paventa oggi l'inibizione a prescrivere classi di farmaci per le patologie respiratorie croniche rispetto alle quali la medicina generale è l'unico comparto medico in grado di reggere l'impatto della cronicità crescente".

La Simg e la Fimmg denunciano quindi: "Siamo considerati i paria del SSN, ci viene richiesta la presa in carico di tutti i cittadini italiani, delegando però ai soli specialisti la prescrizione di farmaci per i quali siamo perfettamente in grado svolgere un adeguato percorso informativo e formativo, anche in collaborazione con altri professionisti coinvolti nel medesimo processo di cura".

Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, aggiunge: "Riportare al medico di famiglia la prescrizione di questo farmaci è una misura che ci trova favorevoli, e per molteplici motivi. Innanzitutto rappresenta una scelta chiara che decide di 'riavvicinare' il Servizio Sanitario Nazionale ai cittadini e che soprattutto da pari opportunità nell'accesso alle innovazioni a chi vive nelle aree interne, periferiche o disagiate, dove la medicina di famiglia rimane uno dei pochi punti di riferimento/presidi del SSN".

© riproduzione riservata | online: | update: 20/06/2017

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