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Farmaci generici: da metà aprile costano ancor meno

Da metà aprile il prezzo dei farmaci generici subirà drastici tagli, anche fino al 40%. Ma in Italia si consumano troppo poco, anche per ignoranza, solo il 10 per cento. Mentre in Europa si toccano punte del 70 per cento, come in Germania.

Da metà aprile il prezzo dei farmaci generici, "definito come imitazione di un prodotto originale privo di protezione brevettuale" come spiega il sito FG (http://www.generici.com), subirà drastici tagli, anche fino al 40%, che secondo le stime del Sole 24 Ore riguarderà oltre 4.000 prodotti ed un risparmio per lo Stato di 830 milioni di euro all'anno. Il via libera per i tagli sui prezzi è arrivato dall'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ed immiediato è stato il commento invece di Federfarma che spiega: "L'imminente drastico taglio dei prezzi di riferimento dei farmaci fuori brevetto produrrà un ulteriore attacco alla redditività delle farmacie, senza portare strutturali vantaggi all'intero sistema sanitario nazionale e, in particolare, alla spesa farmaceutica i cui indicatori più allarmanti sono quelli della spesa farmaceutica ospedaliera". Federfarma sottolinea come questi tagli andranno a colpire "un settore che è già fortemente penalizzato e che ha già prodotto in termini economici tutte le sue potenzialità di risparmio, grazie anche al contributo delle farmacie che incoraggiano la sostituzione". Da evidenziare, inoltre, come la richiesta dei farmaci generici in Italia arriva a palapena la 10%, mentre in tutti gli altri Stati europei tocca in media il 50% con punte anche del 70%. Dati che dimostrano spesso tanto che Teva Italia, azienda leader nel settore, promuove per il 2011 la campagna educazionale "Equivalente" mentre il suo ad Giorgio Foresti e presidente di Assogenerici ricorda "il valore di responsabilità sociale legato all'utilizzo di questi farmaci, che dovrebbe essere comunicato di più anche a livello di pubblico - concludendo - Liberando risorse del sistema sanitario, l'utilizzo massiccio di generici permetterebbe l'allocazione di maggiori fondi per la prescrizione di farmaci innovativi, ancora molto costosi, favorendo cosi' l'accesso alle migliori cure da parte dei pazienti".

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