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Erbe Medicinali: la rete si mobilita contro la nuova direttiva THMPD

Salvate le erbe medicinali: questo l'appello del web che incomincia a raccogliere centinaia di migliaia di firme per bloccare la direttiva europea "European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products" (THMPD). Anche lettere di protesta ai rappresentanti europei possono fare la differenza.

La direttiva europea "European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products" (THMPD) è entrata in vigore dal primo Maggio e i preparati tradizionali a base di erbe, spesso frutto della tradizione millenaria delle culture dei popoli, non potranno essere più commercializzate come si è fatto sino a ieri, visto che diventano "medicinali vegetali tradizionali" e quindi sottoposti ad una "trafila" burocratica (per certi versi assurda) che difficilmente porterà questi rimedi naturali (e "poveri") nelle case dei cittadini. La logica che tutto debba avere un prezzo, un'etichetta e un' autorizzazione, sembra prevalere sulla ricerca della sicurezza dei prodotti, quasi che tutto ciò che è "naturale" o "tradizionale" debba per forza passare sotto le maglie della trasformazione industriale. In rete sta crescendo la protesta verso la direttiva THMPD, insieme alle legittime preoccupazioni dei consumatori. Ad esempio l'associazione Naturmedica invita a spedire una lettera di "protesta attiva" agli onorevoli europei (http://is.gd/yuLWta) perché "E' solo con la protesta attiva che possiamo fermare questa congiura contro la nostra salute". Effettivamente come si legge su Naturmedica.com la questione dell'European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products è molto seria visto che i prodotti, per godere della licenza di vendita, dovranno soddisfare dei requisiti quasi "impossibili" quali: "Le erbe devono essere usate almeno da 15-30 anni all'interno della EU; i prodotti devono essere soggetti a criteri di purezza farmaceutica; i prodotti erboristici non devono contenere significativi livelli di minerali e vitamine". Ciò porterà a delle conseguenze molto pesanti che mineranno la diffusione dei preparati tradizionali, soprattutto quelli non europei. Ciò che colpisce e che si sottolinea nell'articolo di Naturmedica è che una conseguenza sarà la "proibizione di tutti quegli integratori erboristici che contengono significativi livelli di vitamine e minerali", il che ovviamente allarga a dismisura le categorie del divieto. Avaaz, "la comunità che si crea intorno a una campagna" ha organizzato una raccolta di firme che sino ad ora ha sfiorato le 600 mila adesioni e che punta ad arrivare al milione. Si legge su Avaaz che "l'UE metterà al bando diverse erbe medicinali, costringendo molti di noi a sostituirle con farmaci che incrementano i profitti delle grandi aziende farmaceutiche. La direttiva europea impone barriere altissime a qualunque rimedio a base di erbe che non sia presente sul mercato da almeno 30 anni, incluse in teoria tutte le medicine tradizionali cinesi, ayurvediche e africane. E' una misura draconiana che asseconda le aziende farmaceutiche e ignora migliaia di anni di conoscenza medica". Per questo, sottolinea Avaaz "ci vuole un appello enorme contro questo divieto. Insieme le nostre voci potranno fare pressione sulla Commissione europea per migliorare la direttiva, sui nostri governi nazionali perché non applichino questi standard, e dare legittimità a un'azione legale". La pagina dove si può firmare la petizione "per salvare le erbe medicinali" è qui (http://is.gd/nxohv6).

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