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Giannini: opuscoli Unar non in Italia, famiglia è riconosciuta in Costituzione

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini conferma che gli opuscoli che sembrano propagandare la cosiddetta teoria del gender diffusi nelle scorse settimane nelle scuole "sono iniziativa autonoma dell'Unar" e ricorda che in Italia la famiglia è riconosciuta a livello costituzionale. Intanto, il Comitato Sì alla famiglia denuncia però la mancancanza di contraddittorio in una scuola dove è intervenuta Valdimir Luxuria. Infine, l'Arcigay avrebbe distribuito un volantino a degli studenti minorenni davvero troppo esplicito.

In una intervista a L'Avvenire, il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (segretario di Scelta Civica) conferma che gli opuscoli che sembrano propagandare la cosiddetta teoria del gender diffusi nelle scorse settimane nelle scuole "sono iniziativa autonoma dell’Unar che non ha mai concordato i dettagli con il ministero. - aggiungendo - Il ministero non ha autorizzato la diffusione nelle scuole di quel materiale che, come si ricorderà, era materiale dell’Istituto Beck tradotto in italiano. E quindi frutto di una cultura, quella anglosassone, che non può essere riproposta in fotocopia in Italia, dove la famiglia è peraltro riconosciuta a livello costituzionale". Un riconoscimento però, che non ha impedito ad un giudice di Grosseto ad obbligare il Comune a riconoscere un matrimonio omossessuale contratto all'estero. Contro "gli orrori della manipolazione educativa" che "spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del 'pensiero unico' " si è espresso anche Papa Francesco, manifestando il proprio "rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini".

Mentre il ministro Giannini pensa "di realizzare una larga condivisione dei contenuti e delle strategie di comunicazione" sul tema delle discriminazioni, compresa l'omofobia, il Comitato Sì alla famiglia denuncia invece la mancanza di contraddittorio al Liceo Muratori di Modena, dove è intervenuta Vladimir Luxuria facendo vedere agli studenti "il video sulla transessualità del regista Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif". Il Comitato Sì alla famiglia spiega: "Circa un mese fa, alcuni genitori avevano chiesto di visionarlo, dal momento che l’autore stesso suggerisce di non mostrare il filmato a minorenni. Una richiesta che non è stata neppure discussa nel Consiglio d’Istituto. - aggiungendo in un comunicato - L’intervento di Luxuria al Muratori non rispetta questa esigenza di pluralismo e rappresenta invece una vittoria del pensiero unico nella forma della cosiddetta ideologia del gender e una negazione della libertà di espressione e del contraddittorio". Intanto, La Bussola quotidiana oggi racconta come al termine di un incontro, l'Arcigay avrebbe distribuito una seconda dell’Istituto Superiore Cattaneo-Dall’Aglio di Castelnovo Monti (Reggio Emilia), un volantino con descrizioni davvero troppo esplicite per dei ragazzi minorenni, soprattutto se prima non sono stati interpellati i genitori al riguardo.

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