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Evasione, Cassazione: ok controlli sui versamenti dei conti correnti

Una sentenza della Corte di Cassazion stabilisce che l'Agenzia delle Entrate può chiedere un accertamento sui soldi che vengono versati sul conto corrente di un professionista o di un privato.

L'8 agosto scorso la Corte di Cassazione ha stabilito che i soldi che vengono versati sul conto corrente di un professionista o di un privato possono essere oggetto di accertamento da parte l'Agenzia delle Entrate. In questo caso, sarà quindi a carico del professionista o del cittadino dimostrare che queste "entrate" non derivino da redditi non dichiarati.
La sentenza si basa sull'interpretazione di una del 2014 emessa dalla Consulta che sosteneva come fosse "arbitrario ipotizzare che i prelievi ingiustificati da conti correnti bancari effettuati da un lavoratore autonomo siano destinati a investimento nell'ambito della propria attività professionale e che questo a sua volta sia produttivo di reddito".
Poiché si parla solo di prelievi, la Cassazione ha quindi ora sentenziato che invece i versamenti possono essere analizzati dall'Agenzia delle Entrate perché può sussistere la presunzione di evasione fiscale.
Se poi con la legge di bilancio 2018 verrà introdotto l'obbligo di fatturazione elettronica tra privati, il Sistema interscambio dati (Sid) dell'Agenzia delle Entrate verrà ulteriormente rafforzato ed è probabile che eventuali incongruenze con la movimentazione del conto corrente farà scattare subito gli accertamenti.

© riproduzione riservata | online: | update: 16/08/2017

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