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Telegraph: Renzi si è sottomesso all'UEM ma Italia deve tornare alla lira

Beppe Grillo sul suo blog riporta un articolo di Ambrose Evans-Pritchard pubblicato sul Telegraph dove viene analizzata la tragica situazione economica e dell'istruzione in Italia e dove si consiglia al governo Renzi di uscire dall'euro per tornare alla cara e vecchia lira.

Beppe Grillo sul suo blog riporta e traduce un articolo di Ambrose Evans-Pritchard pubblicato sul Telegraph dove viene analizzata la tragica situazione economica dell'Italia e dove si consiglia al governo Renzi di uscire dall'euro per tornare alla cara e vecchia lira. "E' un fatto incontrovertibile che il disastro italiano che dura da 14 anni coincide con l'adesione all'Unione economica e monetaria" scrive Ambrose Evans-Pritchard, precisando: "Questo non prova che ci sia causalità. Ma suggerisce che l'UEM ha messo in moto una dinamica molto distruttiva per le particolari condizioni dell'Italia, ed è molto chiaro che l'UEM ora impedisce al paese di uscire dalla trappola. Ci dimentichiamo che l'Italia registrava abitualmente un surplus commerciale nei confronti della Germania nel periodo pre-UEM. Le industrie italiane del nord erano viste come concorrenti formidabili, quando la lira era debole". Il giornalista del Telegraph chiarisce però che l'Italia ha anche un altro "grosso problema strutturale" che "non può essere risolto dalle 'riforme' " né tantomeno "dall'austerità". Ambrose Evans-Pritchard cira infatti "il professor Giuseppe Ragusa, della Luiss Guido Carli di Roma" quando "ha detto che il principale fallimento in Italia è la mancanza di investimenti in capitale umano. - riportando - 'Ciò che veramente colpisce è quanto siamo indietro nell'istruzione', ha detto. I dati dell'OCSE mostrano che l'Italia spende solo il 4.7% del PIL per l'istruzione, rispetto al 6.3% di tutta l'OCSE. La quota di giovani di età compresa tra 25-34 anni che hanno completato gli studi superiori è del 21%, rispetto ad una media del 39%. Gli insegnanti sono pagati una miseria".

Il Telegraph sostiene quindi che "ciò di cui l'Italia ha bisogno è anche un New Deal, un massiccio investimento in infrastrutture e competenze, sostenuto da uno stimolo monetario per sollevare il paese dalla sua soffocante tristezza cosmica", ed analizza: "Matteo Renzi deve ormai aver capito che questo non può essere fatto sotto l'attuale regime dell'UEM. - ricordando - Da outsider, si è scagliato contro l'austerità dell'UEM, solo per sottomettersi tranquillamente una volta in carica, rassicurato dai suoi consiglieri che la ripresa era a portata di mano. Entrambi si ritrovano con il cappio al collo". "Renzi è solo. - prosegue il giornalista - Egli si trova davanti una BCE che ha sostanzialmente violato il suo contratto con l'Italia, lasciando cadere l'inflazione a 0.4% sapendo che questo avrebbe fatto andare in metatstasi la crisi italiana". Per tutti questi motivi "l'Italia deve badare a se stessa" perché "si può riprendere solo se si libera dalla trappola UEM, riprende il controllo dei suoi strumenti di politica economica e ridenomina i suoi debiti in lire, con controlli dei capitali fino a quando le acque si calmano", assicurando: "L'Italia non si troverebbe ad affrontare una crisi immediata di finanziamento, dal momento che ha un avanzo primario di bilancio".

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