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Eugenetica: primo taglia e cuci DNA su paziente. Modifica irreversibile

Sperimentata per la prima volta negli Stati Uniti, che nei primi del '900 ha ideato quei programmi di eugenetica fonte di ispirazione per Adolf Hitler, la modifica del DNA direttamente su un paziente. Il copia e incolla sarà irreversibile, anche se ci saranno danni collaterali.

Complice la totale indifferenza della popolazione impegnata per lo più solamente ad accarezzare il proprio smartphone, prosegue a passo sempre più spedito il programma di eugenetica ideato nei primi del '900 negli Stati Uniti (ed attuato soprattutto in California) fonte poi di ispirazione per Adolf Hitler.
Nella prima metà del XX secolo, infatti, in vari paesi del mondo furono istituite politiche governative di sterilizzazione forzata, di solito come parte di programmi di eugenetica destinati ad impedire la riproduzione e la moltiplicazione dei membri della popolazione considerati portatori di difetti genetici.
Sono però gli Stati Uniti il primo paese al mondo ad intraprendere un programma concertato di sterilizzazione forzata a fine eugenetico.

Terminata la Seconda Guerra Mondiale, l'opinione pubblica verso l'eugenetica divenne più negativa alla luce del collegamento con le politiche di genocidio attuate dalla Germania nazista.
Il pallino di avere una progenie libera da ogni malattia, però, non ha mai abbandonato le élite mondiali, le quali finanziano le moderne pratiche di eugenetica che hanno fatto un notevole banzo in avanti grazie alla tecnica del Crispr/Cas9.
A differenza di un secolo fa, gli attuali scienziati ovviamente non propagandano il taglia e cuci del DNA umano come "miglioramento della razza" ma solo come "miglioramento della salute".

E così, dopo che sono state iniettate su un malato di cancro cellule OGM, modificato geni di embrioni umani e fatto nascere bambini con 3 DNA (solo per fare qualche inquietante esempio) ecco che gli Stati Uniti (sempre loro) per la prima volta al mondo hanno modificato in maniera irreversibile il codice genetico di un uomo al fine di curare la malattia di cui è affetto.
Cavia di questo esperimento il 44enne Brian Madeux che soffre ormai da anni di una rara alterazione metabolica dell'organismo chiamata sindrome di Hunter.
Nel mondo si stima che ci siano non più di 2000 malati della sindrome di Hunter, il che fa sospettare che i miliardi stanziati per modificare le sequenze del DNA di un essere umano adulto non serviranno solo per rendere migliore la vita a questo piccolo gruppo di persone.

Finora, infatti, le cellule venivano modificate in laboratorio e poi iniettate nei pazienti. Per la prima volta, invece, la correzione del DNA è stata tentata direttamente agendo nel corpo di una persona.
Il dottor Sandy Macrae, presidente della Sangamo Therapeutics, compagnia della California (ancora una volta) che ha sperimentato questa nuova tecnica spiega che ciò che è stato fatto su Brian Madeux è stato "tagliare il suo DNA, aprirlo, inserire il gene corretto e ricucire il codice genetico". Macrae chiarisce inoltre: "Così facendo questo nuovo gene è entrato a far parte del DNA e ci rimarrà per il resto della vita" del paziente. Ciò significa che non esiste alcun modo per cancellare eventuali errori o effetti collaterali causati da questa modifica.

Più che "giocare con madre Natura" come ammette il dottor Eric Topol dello Scripps Translational Science Institute in San Diego commentando l'esperimento, si sta sfidando Dio e la sua creazione.

Le tecnica utilizzata sul 44enne non è quella del CRISPR Cas9 ma della nucleasi a dito di zinco, vale a dire proteine sintetiche in grado di riconoscere e tagliare un determinato frammento di DNA trasportate in questo caso dentro la cellula da un virus alterato per non causare infezione, almeno in linea teorica. Come già successo in passato, il virus potrebbe infatti provocare un attacco del sistema immunitario.
Tra gli altri rischi collegati alla manipolazione del DNA quello di effetti imprevisti sugli altri geni. Molti pazienti trattati con altre terapie geniche, infatti, hanno sviluppato vari tipi di leucemia. Infine, c'è chi teme che il virus potrebbe entrare non solo nelle cellule del fegato come gli è stato "ordinato" dagli scienziati ma replicarsi e finire in altri tessuti tra cui ovaie e sperma, influenzando così il codice genetico delle generazioni future.

Questo tipo di sperimentazione eugenetica d'altronde è giusto all'inizio. Solo tra un mese i medici capiranno se il copia e incolla genetico è riuscito e tra quattro capiranno se avranno ottenuto i risultati sperati, vale a dire interrompere i costosi trattamenti enzimatici a cui Brian Madeux si sottopone settimanalmente per arginare gli effetti della malattia.
In lista, però, ci sono già altri 30 adulti pronti a farsi modificare il DNA. Se questi test riusciranno, gli scienziati assicurano che poi passeranno a trattare anche i bambini, ovviamente solo per evitare loro i disturbi generati da queste malattie metaboliche.

© riproduzione riservata | online: | update: 15/11/2017

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