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Eugenetica oggi: le nuove cavie sono i feti. Anche dal Giappone ok a genoma-editing su embrioni umani

L'eugenetica continua la sua strada verso la produzione del superuomo. Ora anche il Giapppone, dopo l'Inghilterra, approva il genoma-editing sugli embrioni umani. Dopo l'esperimento cinese dell'anno scorso, le vittime di esperimenti preferite dagli scienziati eugenetici sono proprio gli esseri umani piccoli piccoli, i feti. Senza difesa e senza voce, come vuole la tradizione per il "miglioramento della razza".

Se si cerca "eugenetica" su Google, il solerte motore di ricerca californiano tira fuori una definizione (di cui non cita la fonte) che spiega: "Disciplina nata verso la fine dell'Ottocento che, basandosi su considerazioni genetiche e applicando i metodi di selezione usati per animali e piante, si poneva l'obiettivo del miglioramento della specie umana; la difficoltà nell'individuazione dei caratteri ereditari e l'indeterminatezza del concetto di miglioramento genetico, soggetto a interpretazioni preconcette come dimostrato storicamente, ne hanno determinato il declino; attualmente un diverso approccio eugenetico è ravvisabile nella possibilità di trattamento delle malattie ereditarie attraverso l'ingegneria genetica (e. negativa)".

La definizione glissa sul fatto che l'eugenetica è legata a doppio filo con la famigerata "eugenetica nazista" (a sua volta ispirata alla "eugenetica statunitense" dei primi del '900). Ed è forse per queste continue omissioni enciclopediche che questa "disciplina", pur con gli orrori dell'eugenetica americana, e gli altrettanti scempi nazionalsocialisti, continua ad essere ancora oggi "ravvisabile" in alcune applicazioni dell'ingegneria genetica. Anzi, la pratica delirante della "selezione della razza umana" nel terzo millennio sta riprendendo vigore e slancio, grazie non solo alla tecnologia di "genoma-editing", ma all'individuazione di nuove cavie umane a basso costo e molto più politically correct: gli embrioni umani.

L'eugenetica nel corso della sua breve e triste storia è infatti da sempre legata da un fil rouge (il rouge è per il sangue) che pretende, come regola, di sperimentare le proprie teorie sugli esseri umani più deboli, senza voce e senza difesa. Se per i razzisti americani l'eugenetica nei primi del '900 si "provava" sui neri e sugli asiatici (e in genere su tutti gli emarginati della società a stelle e strisce), per l'eugenetica nazista le Lebenunwertes Leben ( le "vite di nessun valore") erano invece gli zingari, gli ebrei, i malati di mente e, naturalmente, chiunque non fosse mentalmente e socialmente conforme all'ideale della svastica.

Emblematico fu l'esempio del dottor Josef Mengele, stimato ricercatore eugenetico nazista, conosciuto nel campo (di concentramento e non) come l'"Angelo della morte". Il dottor Mengele aveva scelto Auschwitz come laboratorio per i suoi esperimenti non certo per caso. I deportati, compresi i bambini, potevano infatti diventare cavie umane senza che nessuno si lamentasse o ne chiedesse conto. L'Angelo della morte, sapendo bene che le cavie dell'eugenetica non sono mai "soggetto di esperimenti" ma "vittime di esperimenti", faceva sperimentazioni crudeli sulla "trasmissione di caratteri ereditari" per consegnare al nazismo una razza pura e selezionata di superuomini.

Non più la produzione di una genia di superuomini, ma di uomini "immuni" da ogni malattia e difetto è invece l'obiettivo della new wave eugenetica, scienza che opera sulle "vite di nessun valore" di oggi: gli embrioni umani. Se ci si riflette i feti sono davvero le vittime di esperimenti "perfette" (e contemporanee, direbbe qualcuno) per una società ipocrita come la nostra. Una società tecnocratica che ritiene "politically correct" (o quantomeno eticamente accettabile) sperimentare il "genoma-editing" sì su esseri umani, ma piccoli piccoli però.

Gli embrioni umani sono difatti molto più smart di un essere umano grande (o grande grande), poiché essendo uomini e donne in miniatura (ma esattamente con lo stesso codice genetico e la medesima umanità di quelli grandi) possono essere trasportati e congelati più facilmente, e soprattutto eliminati, senza quei problemi legali (e pratici) che si solleverebbero per degli esseri umani di 70 chili.

Per gli esseri umani piccoli piccoli non c'è infatti la necessità di leggi particolari (nella maggior parte dei Paesi) ma a limite basta un "panel", una sorta di "commissione di esperti governativa" che dia il "placet". E così dopo che i cinesi hanno messo le loro pipette sugli ovuli umani fecondati, ecco arrivare l'ok anche dal Sol levante. Qualche giorno fa anche il governo giapponese ha dato il via, grazie ad un suo "panel" governativo, alla sperimentazione scientifica sugli embrioni umani.

Il comitato di bioetica del governo giapponese ha approvato la "ricerca di base" sui feti autorizzando modifiche del genoma sulle uova fecondate proprio come hanno fatto i vicini cinesi. La tecnologia è sempre la medesima, quel CRISPR / Cas9 che consente il genoma-editing, ovvero il "copia e incolla" dei geni, proprio come se il DNA fosse un listato di un programma. I cinesi dopo aver pubblicato il loro controverso studio l'anno scorso, hanno continuato nelle loro ricerche eugenetiche creando addirittura degli "embrioni umani OGM resistenti a virus HIV", aprendo di fatto una inaspettata "via genetica" alle vaccinazioni.

Da sottolineare che i nipponici hanno approvato le ricerche sugli embrioni umani sempre per i soliti motivi nobili: il futuro trattamento delle malattie congenite, il miglioramento delle tecniche legate alla riproduzione. Anche per il Giappone studiare i primi attimi della vita umana, procedendo con esperimenti di copia e incolla per vedere l'effetto che fa, è un motivo irrinunciabile di ricerca scientifica, anche se per ora il governo giapponese ha vietato di impiantare gli embrioni modificati di nuovo nel grembo materno (perché la tecnica del CRISPR / Cas9 va affinata e non si capiscono ancora gli effetti sulla prole e sulla discendenza).

Ma l'embrione umano OGM è un settore della ricerca talmente fondamentale per il Brave New World (cioè il Mondo Nuovo di Aldous Huxley, scritto nel 1932, dove gli esseri umani venivano "coltivati" nelle beute) che anche in Inghilterra proprio nel febbraio scorso, l'Autorità per la fertilità e l'embriologia (HFEA) ha autorizzato a modificare geneticamente gli embrioni umani attraverso la controversa tecnica CRISP. Ugualmente in Inghilterra è fatto divieto di impiantare gli embrioni umani modificati nel grembo materno, ma è chiaro che tra pochi anni (o mesi?), magari per inseguire i cinesi, si abbatterà anche questa "barriera umana".

Anche perché come si legge sull'articolo di Science "Don't edit the human germ line", dove si elencano i rischi enormi di modificare i geni della vita umana, "gli effetti precisi delle modificazioni genetiche su un embrione potrebbero essere impossibili da conoscere fino a dopo la nascita". Per vedere il risultato dell'esperimento, per il "miglioramento della specie umana" sarà necessario, prima o poi, farlo nascere questo bambino OGM (sempre per il bene della Scienza). E' solo una questione di tempo e di costumi, una questione di mutamento di "valori sociali", come ha dichiarato lo scienziato cinese Xu Xiaochun, chief executive della Boyalife Group che sta costruendo la più grande fabbrica al mondo di animali clonati presso il porto cinese di Tianjin, in Cina.

E i tempi stanno cambiando velocemente, soprattutto in un mondo popolato da smombie (gli zombie con il telefonino)1, che hanno l'orizzonte limitato all'altezza del loro smartphone. In un articolo apparso sul MIT Technology Review ("Engineering the Perfect Baby")1 si legge come un sondaggio statunitense (condotto nell'agosto 2014) ha mostrato come il 46 per cento della popolazione americana adulta approvava le tecniche di modificazione genetica degli embrioni per ridurre il rischio di gravi malattie. E neppure il campione sarebbe in disaccordo, anche se lo reputa molto lontano dalle capacità tecnologiche attuali, di modificare gli embrioni per aumentare l'intelligenza del nascituro. Ecco tornare, come uno spettro, la voglia di superuomo.

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