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Gioca Jouer compie 30 anni. Ma dentro c'è un po' di Profondo rosso

Gioca Jouer, secondo solo all'alligalli in quanto a diffusione tra i balli di gruppo, compie 30anni. Un traguardo storico che verrà festeggiato con un Gioca Jouer mimato coi passi dell'alligalli, ma che farà ricordare che il co-autore del "tormentone" è un "padre nobile". Fate un bel Suspiria.

Esistono dei riti automatici e ubiqui nella società italiana, alcuni un po' inquietanti, altri assolutamente apotropaici, altri ancora prettamente danzerecci. Un rito che non conosce barriere sociali né tantomeno stagionali è senz'altro il "ballo di gruppo". Il ballo di gruppo in ogni festa, in ogni matrimonio e in ogni villaggio vacanze si esplicita sostanzialmente in due coreografie principali: la prima è l'alligalli e la seconda è Gioca Jouer. Mentre l'alligalli (che in realtà deriva dal sempiterno "Hully Gully In Dieci" di Franco Migliacci - Edoardo Vianello) viene utilizzato come "passo base" per ballare in gruppo qualsiasi coreografia (dal Valzer di Strauss al nuovo Kuduro), il siparietto preferito per sfoggiare doti di sincronizzazione mnemonica è senz'altro il capolavoro assoluto Gioca Jouer di Claudio Cecchetto che compie in questi giorni 30 anni. La data storica da prendere in considerazione per questo evergreen audio-motorio della musica italiana è il 1981 quando Claudio Cecchetto era il "disc-jockey" per eccellenza e Gioca Jouer era la sigla del Festival di Sanremo dello stesso anno. L'entusiasmo per questo "ballo canzone" fu tale da bruciare in poco tempo un milione di copie del 45 giri e diventare un fenomeno che oggi non trova paragoni. Non a caso al TGCOM Claudio Cecchetto spiega il segreto del successo trentennale di Gioca Jouer con queste parole: "Non chiamiamola canzone ma gioco. E' inutile ascoltarla e basta ma ci devi giocare, magari facendo un po' lo stupido. Credo in Italia, ma addirittura nel mondo, non esista un caso come questo" (http://is.gd/n97Aci). Ovviamente Gioca Jouer è anche una canzone assolutamente odiata (insieme a tantissime altre) da una ristretta cerchia di persone a cui fa una certa impressione vedere parenti, amici, sconosciuti, piccoli, grandi, vecchi, ballare con gli occhi rivolti ai telefonini (che naturalmente riprendono) le mossette della canzone "tormentone". Sciare! E sposa, sposo, cognato, cognata, zio, conoscente, amante segreta, fanno e urlano: "sciare!". C'è però qualcosa che a questa cerchia, solitamente riflessiva e acculturata disturba ancora di più, e cioè un certo "piglio" musicale nell'ossessivo fraseggio della tastiera. Qualcosa che, sotto il tavolo imbandito del matrimonio, con molta discrezione, fa agitare il piedino, come se Gioca Jouer avesse, molto lontanamente, qualcosa di musicalmente "nobile". In effetti l'autore di Gioca Jouer non è solamente Claudio Cecchetto ma anche Claudio Simonetti (http://is.gd/yXHgnW) che a molti ricorderà le melodie di Dario Argento, ad esempio. Claudio Simonetti è infatti il talentuoso compositore e tastierista italiano a cui dobbiamo colonne sonore quali Profondo rosso, Suspiria, Phenomena e la formazione di uno dei gruppi più interessanti della scena progressive rock italiana, i Goblin.

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