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Equo compenso: parametri non siano stabiliti dal legislatore, dice CGIL

La CGIL sulla norma che introduce l'equo compenso.

«Una tappa molto importante del percorso verso l'estensione dei diritti nei confronti di tutti i lavoratori, a prescindere dalla loro forma contrattuale. La soddisfazione espressa dal mondo associativo del lavoro autonomo conferma che abbiamo avuto ragione fin dall'inizio», dichiara in una nota la CGIL, commentando il via libera all'emendamento che introduce l'equo compenso anche per freelance e autonomi.

«Ora sarà necessario - prosegue la Confederazione - estendere realmente i parametri a tutti i non dipendenti, possibilmente attraverso un tavolo che veda l'impegno di ciascun attore coinvolto nella rappresentanza di questo mondo. Rinnoviamo quindi la richiesta che i parametri non siano stabiliti dal legislatore, ma siano frutto di accordi tra i soggetti sociali che rappresentano lavoratori autonomi e imprese».

«Oltre a provare a migliorare la norma, nel suo prossimo passaggio parlamentare, sarà fondamentale vigilare sull'applicazione della parte forse più significativa della legge: - si spiega infine da Corso Italia - i compensi erogati dalle Pubbliche amministrazioni, che - conclude - non devono più permettersi di sottopagare o addirittura non pagare i lavoratori. Il sindacato confederale potrà certamente giocare ruolo importante».

© riproduzione riservata | online: | update: 17/11/2017

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