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Eolico senza vento: crollano installazioni, colpa della politica

Il vento sull'eolico non soffia più perché la politica tace, tesa com'è al ritorno al nucleare. Se il governo non interverrà tempestivamente l'Italia perderà il treno di questa eccezionale "energia verde". Dati dell'ANEV sconsolanti per il 2010.

I "nuclearisti" stanno già sgranocchiando noccioline in vista del bel nocciolo radioattivo che invocano non senza una lacrima di commozione.
I dati che diffonde l'ANEV, l'Associazione Nazionale Energia del Vento, è proprio una ventata di aria fresca per molti sostenitori del nucleare, anche se non radioattiva come nei loro gusti.
"Nel 2010 si è registrato per la prima volta un crollo del 25% delle installazioni - scrive l'ANEV in una nota - Infatti dai dati risultanti dalle nuove installazioni per il 2010 è emerso che per il primo anno si registra una recessione per l'eolico italiano. Tale situazione vede come causa principale il crollo dei cerificati verdi avvenuto negli ultimi anni che nel 2010 è sceso sotto il livello minimo necessario a consentire gli investimenti".
Il problema non è nella validità della tecnologia, ma assolutamente politico e speculativo, difatti, continua l'ANEV "il crollo del 40% del valore dei Certificati Verdi, ha determinato apprensione e sfiducia sia degli investitori che del sistema finanziario, poco propensi a investire e finanziare ingenti risorse in un settore che fino all'anno scorso aveva potuto contare su un sistema incentivante funzionale con determinati punti di riferimento che garantivano agli operatori seri e preparati il ritorno degli investimenti effettuati, ma che ora si trova a confrontarsi con un quadro di grande incertezza e preoccupazione sui prossimi provvedimenti".
L'ANEV auspica che "il Governo intervenga tempestivamente con la modifica e l'emanazione tempestiva del il D. Lgs. di recepimento della Dir. Com. 2009/28 al fine di far ripartire il comparto eolico che è esportatore di tecnologia e che può contribuire al rilancio e alla ripresa industriale del nostro Paese, oltre ai noti benefici ambientali e occupazionali connessi".
Ma un governo apertamente schierato con il nucleare potrà mai incentivare l'eolico? Ecco la domanda che si fanno tanti cittadini che guardano investimenti ed entusiasmo per il nucleare e vedono il loro futuro, che potrebbe essere verde, pulito e migliore per i propri figli, distrutto dalle radiazioni e dalle scorie nucleari che le lobby dell'atomo vogliono imporre al Bel Paese.

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