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Lampadine ad incandescenza addio: pericolo mercurio nelle case?

"Vecchie" lampadine addio. Ora ci sono quelle moderne, "a risparmio", compatte e fluorescenti, che hanno però un piccolo inconveniente. A parte la qualità della luce emessa, se le CFL (Compact Fluorescent Lamps) si rompono, serve quasi una squadra di "decontaminazione" stile Fukushima. Un sottile vetro separa i vapori di mercurio dall'ambiente casalingo, ma "per meno CO2" l'ecosostenibilità mainstream ha deciso che val bene il prezzo.

Le classiche lampadine ad incandescenza, quelle inventate da Thomas Alva Edison, in Europa sono andate deifinitivamente in pensione. Dal 2009, ogni primo settembre, la dismissione delle lampadine a filamento è stata inesorabile e senza appello. Il primo anno via quelle da 100 Watt, nel 2010 fuori mercato le lampadine da 75 Watt, nel 2011 proibita la vendita di quelle a 60W ed ora, dal primo settembre 2012, saranno spazzate via dalla vendita le lampadine ad incandescenza da 25W a 45 Watt. Fanno eccezione, per motivi tecnologici (la tecnologia della fine dell'800 non si batte), le lampadine del forno et similia. Le lampadine ad incandescenza "per usi normali" verranno obtorto collo sostituite da tre possibili scelte: lampadine LED (molto costose e che per ora fanno "poca" luce; lampadine alogene (che consumano un po' meno di quelle a filamento "classiche"), e quelle per cui le leggi europee in realtà sono state "fatte", ovvero le lampade CFL (Compact Fluorescent Lamps) meglio conosciute come "lampade a risparmio energetico". Lampade che sicuramente faranno risparmiare qualche decina di euro l'anno e tonnellate di CO2 (sigla simbolo della nuova religione laica dell'ecosostenibilità mainstream, persino nucleare-compatibile), ma che inseriscono nelle nostre case un oggetto molto più complesso e pericoloso rispetto alla lampadina Edison. La lampada CFL rispetto alla lampadina "classica" è infatti, per molti osservatori, senz'altro "meno semplice" da produrre e complessivamente più inquinante nel suo intero ciclo vitale, è zeppa di elementi elettronici e minerali provenienti da "filiere" che non possono essere facilmente controllate, è costruita con materiali e gas che possono risultare altamente tossici. Mentre la "vecchia" lampadina aveva al suo interno dei gas inerti, la nuova fluorescente a risparmio energetico ha un insieme di sostanze tossiche pericolose a partire dal famigerato mercurio. E se una lampada a basso consumo si rompe, sono davvero guai. Ecco come ci si deve comportare per l'Health Protection Agency statunitense se una lampada a basso consumo si rompesse su una superficie dura come il pavimento (per i tappeti e moquette c'è persino un'altra procedura): "(..)liberare la stanza e stare attenti che i bambini e gli animali domestici siano fuori dalla zona interessata dalla rottura della lampada. Spegnere il sistema cenrale di aria condizionata, se ne hai uno. Areare il locale aprendo le finestre per almeno 15 minuti prima di pulire. Non utilizzare un aspirapolvere, ma pulire utilizzando guanti di gomma e cercare di evitare di creare ed inalare polveri in sospensione per quanto è possibile. (...)". Perché le lampade a fluorescenza, a basso consumo, a risparmio energetico che dir si voglia, insomma quelle che assomigliano ad una lampada al "neon" compatto, hanno bisogno del mercurio per funzionare. Per questo quando non funzionano più (e succede molto più spesso di quanto si pensi, soprattutto per la parte "elettronica" della lampada) NON VANNO MAI GETTATE VIA NEL CASSONETTO INDIFFERENZIATO (O PER STRADA) ma depositate in un cassonetto apposito oppure portate al centro di riciclo più vicino. In Italia esiste "Ecolamp" ovvero il Consorzio per il Recupero e lo Smaltimento di Apparecchiatute di illuminazione che provvederà a "riciclarle". Ma per molti consumatori, che ancora pensano con la propria testa e non procedono all'update automatico dei concetti direttamente dalla TV (o dallo smartphone), forse era meglio risparmiare su qualche altra cosa che sulla "qualità" della luce che, sovente, ci accompagna in misura maggiore rispetto a quella del Sole. E sarebbe stato comunque sempre meglio poter scegliere. Sarà interessante monitorare la maggiore presenza del mercurio nell'ambiente, nelle discariche, nelle falde acquifere, nelle strade, e nel corpo dei cittadini, dopo magari dieci anni dal pensionamento della vecchia cara lampadina Edison.

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