le notizie che fanno testo, dal 2010

Biocarburanti: quando la Green Economy affama il mondo

L'Europa è affamata di biocarburanti ma per produrli affama le popolazioni extra UE. Il paradosso tra l'auto verde e la fame nera è spiegato da Oxfam e dal suo report "Bad Bio". Ed entro il 2020 l'Europa potrebbe avere bisogno di un quinto di tutto l'olio vegetale prodotto al mondo.

Un classico proverbio inglese recita "One man's meat is another man's poison" ovvero "quel che è cibo (lett.:carne) per qualcuno è veleno per qualcun altro". In questo caso ciò che è carburante per qualcuno è sicuramente fame per altri. Oxfam Italia, network internazionale di organizzazioni per ottenere un maggior impatto nella lotta globale contro la povertà e l'ingiustizia, sintetizza il problema: "la terra utilizzata per produrre biocarburanti per le auto europee avrebbe potuto sfamare 127 milioni di persone in un anno se fosse stata coltivata a grano e mais". L'organizzazione ha presentato il proprio rapporto "Bad Bio - La politica UE sui biocarburanti affama, è tempo di invertire la marcia" in occasione del Consiglio europeo dei ministri dell'Energia che si è svolto il 17 settembre a Cipro. Oxfam sottolinea quanto "la crescente domanda europea di biocarburanti stia favorendo l'aumento dei prezzi alimentari su scala globale e, in molti casi, l'espulsione delle comunità locali dalle loro terre, aumentando in modo drammatico fame e malnutrizione nei paesi più poveri". Elisa Bacciotti responsabile della campagna Coltiva di Oxfam spiega: "La normativa europea richiede che entro il 2020 il 10% dell'energia per i trasporti provenga da fonti rinnovabili, col fine di rendere il settore più verde. Questo obiettivo è raggiungibile solo facendo affidamento su biocarburanti provenienti da colture destinate a fini alimentari". E le previsioni per il futuro, in un'Europa con l'idea di essere sempre più verde sulla fame nera degli altri, non è certo consolante: "Entro il 2020 l'Europa potrebbe avere bisogno di un quinto di tutto l'olio vegetale prodotto al mondo - sottolinea Elisa Bacciotti". Secondo Oxfam "entro il 2020 la domanda di biocarburanti potrebbe far aumentare i prezzi di alcuni alimenti fino al 36%, con un impatto sui consumatori di tutto il mondo ma soprattutto sui più poveri, che spendono fino al 75% del loro reddito per l'acquisto di cibo". Per questo Oxfam ha chiesto ai ministri dell'Energia riuniti a Cipro di abolire le misure a sostegno dei biocarburanti. Per chi pensasse che questi incentivi siano noccioline (anche da queste si estrae olio combustibile) ecco un piccolo report fornito dall'organizzazione: "solo nel 2008 il valore degli incentivi per la produzione di biocarburanti è stato di circa 3 miliardi di euro, quasi quanto il totale dei tagli previsti dal controverso accordo sul salvataggio della Grecia deciso lo scorso febbraio. In Italia, sempre nel 2008, il costo delle mancate entrate per l'erario dovute agli incentivi per lo sviluppo dei biocarburanti è stato di oltre 100 milioni".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: