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Solare, eolico addio: "attacco senza precedenti". Nucleare uber alles

Solare ed eolico per decreto stanno forse per spegnersi, questa la denuncia delle associazioni ambientaliste e di settore. La strategia sarebbe chiara, riaccendere il nucleare, eclissando sole e vento. La radioattività unico futuro luminoso del Paese.

Proprio quando le "energie alternative" non erano più "alternative" ma stavano diventando l'attore principale della ripresa economica e dell'avvio di un mondo finalmente pulito e denuclearizzato, proprio quando il solare e l'eolico stavano diventando un' industria, proprio nel momento in cui avevate intenzione di mettere i pannelli sul tetto, ecco la notizia: "stop a solare e eolico in Italia previsto dal decreto Romani".
In soldoni significa che, per decreto, come si usa ormai fare in Italia, l'energia pulita si potrebbe spegnere a favore dell'industria più radioattiva che esista, quella nucleare, dove però sono coinvolti interessi immensi. Altro che i tetti fotovoltaici dei privati cittadini.
Ieri sotto il Ministero dello Sviluppo Economico per protestare contro il decreto "ammazza rinnovabili" che verrà presentato al pre-consiglio dei Ministri del 1 marzo, c'erano Legambiente, Greenpeace, WWF, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Kyoto Club, Ises, Anev, Aper, Assoenergie futuro, Assosolare.
Insomma associazioni ambientaliste e rappresentanti delle aziende del settore che sperano di far cambiare idea al governo che vede il futuro italiano probabilmente fatto di centrali nucleari, uranio e plutonio.
Si legge in un comunicato di Legambiente: "Il Governo Berlusconi getta la maschera con un attacco senza precedenti alle fonti rinnovabili. Con la proposta di Decreto legislativo che verrà presentata dal Ministro Romani si vogliono fermare l'eolico, il solare, e le biomasse in Italia per dare spazio al nucleare".
Parla Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente e ricorda che "questo Decreto, se non verrà cambiato, sarà un autentico schiaffo da parte di Romani nei confronti del Parlamento e della stessa Unione Europea" e che "Legambiente si batterà per cambiare il provvedimento e invierà al più presto le sue osservazioni a Bruxelles, per denunciare come un Decreto che doveva attuare gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili (decisi dall'Unione Europea con una precisa Direttiva) ne blocchi invece lo sviluppo".
Ma il direttore di Legambiente ricorda che "oltretutto, questa decisione costituirebbe la chiara smentita di quanto il Governo italiano si era impegnato a fare nel Piano Nazionale - inviato solo pochi mesi fa a Bruxelles - dove ben altri erano gli obiettivi e gli interventi previsti per attuare il target obbligatorio al 2020 del 17% di contributo delle fonti rinnovabili rispetto ai consumi finali".
"Ci auguriamo che almeno il Ministro Prestigiacomo intervenga e faccia valere le ragioni dell'ambiente" – conclude il direttore di Legambiente. Ma le speranze, vista la compattezza monolitica del governo, sono davvero poche.

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