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Rinnovabili, addio eolico e solare: rischio 120mila posti di lavoro

Il decreto "ammazza rinnovabili" non solo spegne la green economy italiana, ma "già da oggi mette in pericolo 120.000 posti di lavoro e un settore fatto di 10.000 giovani aziende", denunciano le principali associazioni del settore. Incontro a Roma il 10 marzo.

Le associazioni ambientaliste, le aziende, i rappresentanti del settore, i verdi, gli ambientalisti e i semplici cittadini sono sconvolti dal fatto che sia passato in via definitiva il decreto "ammazza rinnovabili" che sancisce di fatto la fine del comparto delle energie "alternative" in Italia, o almeno ne favorisce l'entrata in crisi. Questo mentre l'Europa, emblematicamente, vive un vero e proprio boom di crescita di fotovoltaico. Tutto questo, sottolineano molte associazioni e forse politiche ambientaliste, sarebbe il risvolto della strategia "nuclearista" del governo che ormai, apertamente, favorisce l'installazione di centrali nucleari sul territorio (in un Paese che aveva già detto di non volerle). Per questo APER, Assosolare, ANEV, AssoEnergie Future, GIFI-ANIE, ISES ITALIA, ovvero le principali associazioni del settore dell'energia rinnovabile, incontreranno le imprese e i cittadini giovedì 10 marzo presso il teatro Quirino (via Delle Vergini 7) alle ore 9.30. Le associazioni di settore spiegheranno "gli effetti immediati del decreto rinnovabili, che già da oggi mette in pericolo 120.000 posti di lavoro e un settore fatto di 10.000 giovani aziende, e per comunicare una posizione comune sulle proposte di modifica al decreto, sugli obiettivi per le rinnovabili e per rilanciare una collaborazione paritaria tra il governo e l'industria per una legislazione finalizzata alla reale promozione delle rinnovabili in Italia che dia certezze nel lungo periodo" scrivono in una nota congiunta. L'incontro si chiamerà "Decreto rinnovabili, mix energetico e best practices della green economy in Italia: le Associazioni di settore incontrano imprese e cittadini" e, come si sottolinea nel comunicato "sono previsti gli interventi delle Associazioni firmatarie e la presentazione di best practice da parte di imprenditori della green economy da tutta Italia, del settore bancario, alla presenza delle associazioni ambientaliste: Greenpeace, Legambiente, WWF, Fondazione Sviluppo Sostenibile e Kyoto Club e di numerosi rappresentanti politici dei diversi schieramenti".

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