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Marines armati di pannelli solari per una guerra rinnovabile

E' appena arrivato nella regione afghana di Helmand un battaglione di marines armato di pannelli solari e fotovoltaici, non per portare le energie rinnovabili in un Paese martoriato dalla guerra ma perché i rifornimenti costano, anche di vite umane.

E' appena arrivato nella regione afghana di Helmand un battaglione di marines armato di pannelli solari e fotovoltaici, luci a consumo ridotto e forse di faraday e computer a batterie solari (perché non a manovella?). I convinti sostenitori delle missioni di pace staranno forse già pensando a quanto siano premurosi questi militari prodighi nel portare le nuove tecnologie di energia rinnovabile in un Paese martoriato dalla guerra. Invece la truppa americana sta solo sperimentando se è possibile rifornire di energia un campo militare e i conseguenti armamentari con le soli fonti rinnovabili, visto che fare la guerra costa (anche se è anche molto redditizia per alcuni) e il portafogli piange.
L'obiettivo è infatti quello di utilizzare entro il 2020 il 50% di energia rinnovabile visto che "è più pratico", come afferma Ray Mabus, segretario alla Marina statunitense, e anche perché un soldato o un civile addetto al trasporto di carburante in Iraq o in Afghanistan ogni 24 convogli muore. Insomma, un prezzo davvero troppo alto.
E mentre l'esercito USA sta già sperimentando i biocombustibili per alcuni suoi mezzi militari c'è chi pensa che la soluzione più semplice per evitare spese inutili sarebbe tagliare il prezzo più alto da pagare: le vittime di guerra.

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