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Energia: italiani amano il solare. Ma pochi installano il fotovoltaico

Il 92 per cento degli italiani a settembre 2011 riconoscono che il "solare" è la fonte di energia "su cui l'Italia, pensando al futuro, dovrebbe maggiormente puntare". Il rapporto di Ipr Marketing e fondazione Univerde parla chiaro, anche se l'italiano ancora non ha iniziato a installarlo davvero.

Tra dire il fare c'è di mezzo il mare, e questo è un po' il vizio dell'italiano medio, quello che a parole ama la natura ma poi scorrazza con il diesel che sembra un fumogeno. Al convegno della fondazione Univerde tenuto la settimana scorsa si è parlato di un tema molto "caldo", soprattutto nell'immaginario collettivo post Fukushima: "Le città solari: rinnovabili, bioedilizia e smart cities, la sfide della nuova economia" dove, oltre a intervenire Alfonso Pecorario Scanio (presidente della fondazione Univerde ed ex Ministro dell'Ambiente) ed altri relatori moderati da Elisabetta Guidobaldi dell'ANSA, Antonio Noto presidente dell'ipr Marketing ha presentato l'interessante rapporto "Gli Italiani e il solare con focus su Città e Bioedilizia" giunto alla quinta edizione. Nel rapporto si evidenzia come l'italiano sia sempre più legato ad un'ottica ecologica soprattutto per quanto riguarda la propria abitazione, a cominciare dai doppi vetri "per non disperdere calore e rinfrescamento" (scelti dal 66%) e in primis con l'acquisto di "elettrodomestici di classe A, per risparmiare energia, acqua (presenti nel 70% delle case). Ma il vero sogno dell'italiano è usufruire di energia elettrica dal sole (favorevole il 92% degli italiani) e dal vento (per l'eolico si schiera il 54%). Alla domanda "Quali sono le fonti di energia su cui l'Italia, pensando al futuro, dovrebbe maggiormente puntare?" Gli italiano non hanno infatti avuto dubbi, tanto che Ipr sottolinea che "da settembre 2009 ad oggi è cresciuta la quota di italiani che scommette sul solare come energia del futuro" e che "in crescita nelle ultime rilevazioni anche le percentuali a favore di eolico, idroelettrico e geotermico e biomasse". Non desta nessuna sorpresa lo "zoccolo duro" favorevole al nucleare "a prescindere" (cioè anche dopo l'"apocalisse nucleare" di Fukushima, ancora in corso) che rimane sempre stabile nella sua voglia di atomo tricolore. Ma data questa voglia pazza "di solare" degli italiani, non nuovi ad atteggiamenti parossistici verso il consumo "di tendenza", a quanto ammonta in rapporto alle installazioni di fotovoltaico? Il rapporto Ipr-Univerde parla di un 5% che dichiara di avere nella propria casa un impianto "fotovoltaico per produrre energia dal sole". Un altro rapporto, questa volta del centro studi di Domotecnica parla invece di un 4% di edifici italiani dotati di caldaie a condensazione, mentre solamente il 2% degli italiani ha installato già impianti fotovoltaici. In conclusione, gli italiani sono favorevoli e ben disposti verso le energie alternative ed in particolare il solare, ma sembra che sia assolutamente necessaria una politica che vada oltre gli incentivi. Una politica energetica che magari punti all'autoproduzione di energia elettrica, vera rivoluzione "attesa" dai cittadini, ma che, per ovvi interessi "forti", stenta a decollare, anche dal punto di vista legislativo.

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