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Decreto "ammazza Rinnovabili": solare ed eolico, stop a incentivi

Solare ed eolico in pericolo con il Decreto Romani fatto per "fermare l'eolico, il solare, e le biomasse in Italia per dare spazio al nucleare" come denunciano Legambiente e le più importanti associazioni ambientaliste e del settore delle energie rinnovabili.

Quando si parla di energia in Italia, nel flusso mediatico mainstream, non si fa che citare il nucleare, tanto che il governo spinge verso l'atomo senza alcun tipo di remora, come se l'Italia non avesse mai deciso di uscire dal "metodo più costoso e mortale per far bollire l'acqua" come osservava Ernest Kattens.
Si minimizza Chernobyl (che continua e continuerà a mietere vittime, si pensi che a Hiroshima "nel 2002 gli hibakusha - i colpiti dalle radiazioni del fallout nucleare - nonostante i 57 anni trascorsi, erano 285.000" come riporta anche Wikipedia) e si sceglie un futuro di energia "radioattiva" per l'Italia nostra e dei nostri figli.
Magistrale per questo motivo lo spot di Greenpeace che spiega bene che il Nucleare è "il problema senza la soluzione" (youtube.com/watch?&v=XJs0lP9Y3wI).
Ma il governo sembra continuare indefessamente nella sua "voglia di nucleare" ed ecco spuntare un decreto che mette i brividi a chiunque desideri energia verde.
Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente descrive la situazione: "Il Governo Berlusconi getta la maschera con un attacco senza precedenti alle fonti rinnovabili. Con la proposta di Decreto legislativo che verrà presentata domani dal Ministro Romani si vogliono fermare l'eolico, il solare, e le biomasse in Italia per dare spazio al nucleare". Insieme a Legambiente ci sono Greenpeace, WWF, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Kyoto Club, Ises, Anev, Aper, Assoenergie futuro, Assosolare.
Molto importante lo studio che Legambiente ha fatto in dettaglio del Decreto "in attuazione della direttiva 2009-28-CE, che il ministro Romani presenterà al Pre-Consiglio dei Ministri, e che bloccherebbe inesorabilmente lo sviluppo delle Rinnovabili in Italia". Il Decreto "ammazza Rinnovabili" per Legambiente produrrà ripercussioni su solare, eolico, incentivi per nuovi impianti, regolamenti edilizi comunali, leggi regionali che "spingono" le rinnovabili in edilizia.
Ecco la sintesi di Legambiente: "Per il solare fotovoltaico il Decreto prevede un tetto a 8.000 MW, dopo il quale è previsto lo stop a qualsiasi incentivo. Limite incomprensibile, pari al fotovoltaico installato nel solo 2010 dalla Germania che ha così superato i 18.000 MW installati complessivamente puntando, in poco tempo, a raddoppiare questi obiettivi per raggiungere i target previsti dall'Unione Europea al 2020; per l'eolico, taglio retroattivo del 30% per gli incentivi in vigore: quando l'Unione Europea ha stabilito il divieto a qualsiasi intervento retroattivo proprio perché toglierebbero certezze agli investimenti delle imprese nel settore; un fallimentare sistema di incentivi con aste per i nuovi impianti: invece di ripensare gli attuali sistemi di incentivo, o copiare i migliori sistemi in vigore nei Paesi dove le rinnovabili stanno crescendo, si vuole introdurre in Italia il sistema delle aste che ha fallito in tutti i Paesi in cui è stato introdotto; stop ai regolamenti edilizi comunali e alle leggi regionali che spingono le rinnovabili in edilizia: altro che federalismo, il Decreto prevede il divieto di indicazioni 'diverse o superiori' a quelle previste nel testo per le fonti rinnovabili in edilizia, con la conseguenza che i Comuni e le Regioni che già sono intervenute, in alcuni casi con indicazioni molto più ambiziose, dovranno fare un passo indietro senza poter, in alcun modo, intervenire in materia".

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