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Legge elettorale, Finocchiaro: o bozza D'Alimonte o ingovernabilità

Sulla legge elettorale il PD si ferma sulla "bozza D'Alimonte" e da lì non si sposta. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori democratici, avvisa: "Non possiamo essere solo noi a rinunciare, rinunciare e rinunciare ancora".

Continua la "trattativa" tra i partiti seduti in Parlamento per il varo della nuova legge elettorale. Il PD "tassella" sul tavolo della discussione la "bozza D'Alimonte" e da lì non si sposta, parola della presidente dei senatori democratici, Anna Finocchiaro. La presidente, al termine di un vertice al PD con Dario Franceschini e gli esperti di legge elettorale nei gruppi parlamentari, come si legge in una nota del Partito democratico, ha affermato: "Se la maggioranza che si è raccolta attorno alla proposta di legge elettorale in votazione al Senato, procedesse a colpi di votazioni, sarebbe una forzatura inaccettabile. Un colpo di mano. Non è da democrazia matura varare una riforma elettorale che abbia il parere contrario del primo partito del Paese". Anna Finocchiaro è molto chiara sul valore della "bozza D'Alimonte" e del fatto che questa potrebbe essere, da parte del PD, l'ultimo tentativo per trovare una soluzione politica comune: "La nostra proposta è quella illustrata dal professore D'Alimonte, e da lì non ci muoviamo, perché tiene insieme due questioni essenziali: avere una legge elettorale che assicura la governabilità del paese e che ridia agli elettori il potere di scelta degli eletti. La proposta è chiara: la coalizione che arriva al 40 per cento prende un premio che assicura il 54 per cento dei seggi sia alla Camera che al Senato. Se non si arriva al 40 per cento, serve un premio del 10 per cento al primo partito. Gli eletti devono essere scelti dagli elettori. Noi pensiamo che la scelta dei collegi sia quella giusta e che le preferenze ingenerino meccanismi di corruzione". La presidente dei senatori PD sottolinea inoltre che "la bozza D'Alimonte è già una mediazione e non è la nostra proposta di partenza" e avvisa: "Ora andiamo in commissione e abbiamo il limite di una settimana. Occorre pronunciarsi con chiarezza non possiamo essere solo noi a rinunciare, rinunciare e rinunciare ancora. Una legge elettorale contro la proposta del primo partito del paese non e' da democrazia matura se vogliono fare un colpo di mano lo facciano, ma sia chiaro che la responsabilita' e' tutta loro. Sarebbe una forzatura".

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