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Finiani fuori dal governo ma sfiducia dopo la finanziaria

Futuro e Libertà ha ritirato questa mattina i propri rappresentanti e sulla carta Fini avrebbe i numeri per sfiduciare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla Camera ma non al Senato. I finiani, comunque, voteranno prima la finanziaria.

Futuro e Libertà ha ritirato questa mattina i propri rappresentanti e sulla carta Fini avrebbe i numeri per sfiduciare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla Camera ma non al Senato.
"E' già successo in passato che la fiducia a una Camera e la sfiducia all'altra abbia portato alle elezioni. La Costituzione non vieta che si possa votare solo per una Camera", spiega il Ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani.
Questa mattina a presentare le dimissioni annunciate nei giorni scorsi sono stati il Andrea Ronchi, Ministro per le Politiche comunitarie, Adolfo Urso, vice ministro per il Commercio con l'Estero e i sottosegretari all'Ambiente Roberto Menia e alle Politiche agricole Antonio Buonfiglio. Probabilmente darà le proprie dimissioni anche Giuseppe Reina, sottosegretario alle Infrastrutture dell'MPA.
Nonostante i finiani abbiano presentato con l'UDC di Pier Ferdinando Casini e l'API di Francesco Rutelli una mozione di sfiducia alla Camera, il voto quasi sicuramente slitterà dopo la metà di dicembre, visto che i finiani hanno annunciato che faranno passare la legge di stabilità (ex Finanziaria). Il che, per molti, sembra paradossale visto che è probabile che verrà chiesto il voto di fiducia.
La mozione di sfiducia verso Silvio Berlusconi quindi slitterà perlomeno dopo la metà di dicembre, quando l'iter della legge di stabilità verrà conclusa.
Domani, intanto, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fissato un vertice con il Presidente della Camera Fini e quello del Senato Schifani per esaminare le scadenze dei lavori nei due rami del parlamento.
Finora, comunque, quello che pare certo è che Silvio Berlusconi non ha intenzione di dimettersi se non ufficialmente sfiduciato, tanto che il PdL ha presentato una mozione di sostegno al Senato, dove Fini non sembra avere i numeri per mandare a casa il Presidente del Consiglio.
La differanza è che il Popolo della libertà, con Berlusconi, premerebbe nel caso per un voto anticipato mentre finiani, UDC e PD preferirebbero un governo di larghe intese.

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