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Elezioni europee 2014, Boldrin e Tabacci: confronto tv con leader tutti i partiti

Michele Boldrin, leader di Fare per Fermare il declino e Bruno Tabacci di Centro Democratico, i due partiti alleati per le elezioni europee del 25 maggio 2014 nella lista Scelta europea che sostiene la candidatura dell'ex premier belga Guy Verhofstadt alla Presidenza della Commissione europea, sfidano i leader di tutti i partiti e li invitano ad un confronto pubblico televisivo da trasmettere sui canali pubblici in prima serata

"Il livello di discriminazione dei media italiani nei confronti dei cosiddetti piccoli partiti nel dare spazio alle proprie proposte elettorali per le imminenti elezioni europee, è tale da far sembrare il sistema della cosiddetta 'par condicio' non solo una presa in giro, ma la foglia di fico dietro la quale in Italia si nasconde una democrazia al collasso" affermano in una nota stampa congiunta Michele Boldrin, leader di Fare per Fermare il declino e Bruno Tabacci di Centro Democratico, i due partiti alleati per le elezioni europee del 25 maggio 2014 nella lista Scelta europea. I due esponenti che sostengono la candidatura dell'ex premier belga Guy Verhofstadt alla Presidenza della Commissione europea spiegano infatti che "lanciare una sfida ai leader di tutte le coalizioni per un confronto pubblico televisivo da trasmettere sui canali pubblici in prima serata, dinnanzi a rappresentanti della stampa italiana ed europea, esclusivamente sui temi attinenti all’Europa e sul destino del nostro popolo e del nostro Paese in questo contesto". Boldrin e Tabacci sottolineano infatti che dovrebbero essere questi i "temi al centro del dibattito di questi giorni" e che al contrario "si è invece radicalizzato in modo superficiale ed ideologico tra chi tiepidamente e supinamente sostiene di voler continuare a far parte dell’Unione europea e chi, pur senza argomentazioni e solo con pericolosa follia suicida, vorrebbe uscirne". A lamentarsi per la mancata applicazione della par condicio, rilevata soprattutto in alcuni canali televisivi anche dall'Agcom, è anche il movimento politico Io cambio, che in una nota comunica di "aspettare fiducioso una chiamata dalla redazione di Porta a Porta" e di attendere "di veder riconosciuto il diritto anche per le forze politiche più piccole di far conoscere il proprio programma politico agli elettori".

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