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Elezioni Regionali 2015 risultati: vince il partito del non voto, battuta la democrazia

Il Pd vince il 5 Regioni su 7 ma perde, oltre al Veneto, la Liguria. Il vero vincitore, però, è il partito del non voto. L'affluenza alle urne è drammatica: solo il 50% degli italiani (e nelle Marche ed in Toscana ancor meno) si è infatti recato a votare in queste elezioni Regionali 2015. Un risultato che mina la democrazia della nostra Repubblica.

Finisce 5 a 2 per il centrosinistra le elezioni Regionali ma non è una vittoria per Matteo Renzi. IL PD perde infatti la Liguria, dove si è imposto Giovanni Toti con il 34,47 mentre la candidata del PD Raffaella Paita ha raggiunto solo il 27,83%. Il PD in questo caso ha perso i voti andati al civatiano Luca Pastorino che ha conquistato il 9,40%. Ottimo risultato anche per il MoVimento 5 Stelle visto che la sua candidata Alice Salvatore ha convinto il 24,84% dei liguri. Il centrosinistra perde anche in Veneto, nonostante fosse inizialmente convinto che Alessandra Moretti sarebbe riuscita a scalfire l'immagine del governatore uscente Luca Zaia, che invece viene riconfermato a larga maggioranza dai veneti. Zaia conquista infatti il 50,31% dei voti, un grande risultato se si pensa che ha perso quelli di Flavio Tosi che raggiunge l'11,67% delle preferenze. Alessandra Moretti, invece, si ferma al 22,75% seguita dal candidato del M5S Jacopo Berti che ottiene l'11,83%. Il PD vince invece in Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia. In Toscana viene riconfermato il governatore Enrico Rossi, seguito non da Forza Italia ma dal candidato della Lega Nord Claudio Borghi che si ferma, nella Regione rossa, al 20,02%. Giacomo Giannarelli del MoVimento 5 Stelle conquista il 15,05% mentre il forzista Stefano Mugnai arriva appena al 9,09%.

In Umbria si riconferma Catiuscia Marini del PD con il 42,78% tallonata dal candidato della Lega Nord e di Forza Italia Claudio Ricci, sindaco di Assisi, che a scrutinii ultimati si è fermato al 39,27%. Il MoVimento 5 Stelle con Andrea Liberati non va oltre il 14,30%. Vincente il PD anche nelle Marche con Luca Ceriscioli che raggiunge il 41,07% seguito dal MoVimento 5 Stelle che conquista il 21,78% con Giovanni Maggi. Nella Marche la Lega e Forza Italia corrono divisi ma il risultato del Carroccio tiene, con Francesco Acquaroli che ottiene il 18,98 delle preferenze mentre il forzista Gian Mario Spacca raggiunge solo il 14,21%.
In Campania vince "l'impresentabile" Vincenzo De Luca con il 40,89% dei consensi, seguito da Stefano Caldoro che si ferma al 38,38, candidato forzista non appoggiato dalla Lega. La candidata del MoVimento 5 Stelle Valeria Ciarambino conquista invece un ottimo 17,74%. Infine, in Puglia, vince Michele Emiliano con il 47,33% seguito dal fittiano Francesco Schittulli e da Antonella Laricchia del M5S che conquistano entrambi circa il 18%. La candidata di Forza Italia Adriana Poli Bortone ottiene invece il 14,57%.

Tutti i risultati però sono di fatto "inficiati" poiché in questa tornata delle Regionali l'affluenza alle urne è calata drasticamente, il che conferma la enorme disaffezione degli italiani verso la politica e tutta la classe dirigente. Nelle 7 Regioni dove si votava, infatti, l'affluenza ale urne è di media attorno al 50% degli aventi diritti al voto, ed in alcuni casi scende anche sotto tale soglia. In Liguria l'affluenza è stata del 50,67% (contro il 60,92% delle precedenti Regionali, risultato già in calo). Stesso discorso anche per le altre Regioni: in Veneto ha votato solo il 57,15% (era il 66,46% nelle precedenti elezioni) mentre in Toscana ha votato meno della metà della popolazione, poiché l'affluenza si ferma attorno al 48,28% ( nelle precedenti elezioni era il 60,92%). Sotto la soglia del 50 per cento anche nelle Marche, poiché l'affluenza si ferma al 49,78% (contro il 62,8% nelle precedenti elezioni). Disaffezione anche in Umbria, Campania e Puglia poiché rispettivamente l'affluenza si aggira attorno al 55,42%, al 51,93% e al 51,15% perdendo in tutte e tre queste Regioni, rispetto alla passata tornata elettorale, circa un 10% di elettorato. Come sempre più spesso accade, ad aver vinto è quindi il partito del non voto. Ma ai politici italiani sembra far più comodo non tener conto di questo drammatico risultato che mina la democrazia della nostra Repubblica.

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