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Elezioni Regionali 2015, Chiti: astensionismo è preoccupante, 20% in meno rispetto al 2005

Il senatore del PD, Vannino Chiti, ammette che i risultati delle elezioni Regionali 2015 devono far riflettere anche i partiti che sono usciti vincenti perché "l'astensionismo è preoccupante, oltre dieci punti in meno rispetto a cinque anni fa, circa venti rispetto al 2005, al di sotto anche del dato delle europee" e chiarisce che "una democrazia non può fare a meno della partecipazione".

"Sorprendono le grida di giubilo della destra: i risultati elettorali, come la matematica, non sono un'opinione. PD e centrosinistra hanno vinto conquistando cinque regioni su sette. Dispiace il risultato della Liguria ma il dato complessivo resta chiaro" afferma in una nota il senatore dem Vannino Chiti, commentando i dati delle elezioni Regionali 2015. Chiti però ammette che "occorrono riflessioni serie anche per chi ha vinto" perché "l'astensionismo è preoccupante: - ed osserva - oltre dieci punti in meno rispetto a cinque anni fa, circa venti rispetto al 2005, al di sotto anche del dato delle europee". "Una democrazia non può fare a meno della partecipazione" precisa infatti Vannino Chiti, sottolineando però che "un aspetto riguarda le Regioni" poiché "negli ultimi anni sono state assenti dai grandi temi nazionali, comprese quelle riforme che le toccano direttamente. Per non parlare di episodi di malcostume che ne hanno offuscato il prestigio". Il senatore del PD prosegue: "La risposta non è un velleitario ritorno al centralismo dello Stato. Restano urgenti buone riforme delle nostre istituzioni, che assicurino al tempo stesso governabilità e partecipazione dei cittadini. Non è tempo di deleghe. - aggiungendo - Sono indispensabili poi scelte che consolidino una via d'uscita dalla crisi economica, sostenendo sviluppo e occupazione, a cominciare dai giovani". "Per la scuola - evidenzia poi Chiti - è necessaria una riforma che coinvolga chi vi opera, garantisca formazione e rappresenti la via maestra per la promozione sociale delle persone". Infine, il senatore dem chiarisce: "Per quanto ci riguarda, dobbiamo completare la costruzione del PD, che deve essere quella sinistra plurale che ha iniziato a rinnovare la vita politica del paese e che deve saper unire tutti i progressisti. Da anni attendono scelte che lo costruiscano come sede di confronto, di decisione e di iniziativa, non di perenne discussione sui candidati. - concludendo - Allo stesso tempo servono regole che precisino nelle istituzioni (dai Comuni al Parlamento) i temi sui quali è affermata la libertà di coscienza e quelli sui quali è doverosa la disciplina di partito''.

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