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Elezioni 2013: ricusati 34 simboli. La battaglia dei Monti

Il Viminale rende noto che su 219 contrassegni depositati per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 alla fine sono stati ammessi in prima battuta 169 simboli. Sono 34 i simboli sono stati ricusati (tra cui due per aver messo in evidenza il nome Monti), e 16 simboli sono senza effetto per carenza di documentazione.

Il Viminale rende noto che, esaminati i 219 contrassegni depositati per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, alla fine sono stati ammessi in prima battuta 169 simboli. Ricusati dal Viminale, e cioè con la possibilità di essere ripresentati entro 48 ore, 34 simboli, tra cui quello "farlocco", come ribattezzato da Beppe Grillo , del MoVimento 5 Stelle, depositato da Danilo Foti. Vince la sua battaglia anche il Partito Pirata, visto che sono stati ricusati dal Viminale i contrassegni del Movimento Pirata e anche dell'altro "Partito Pirata" che candidava premier Marco Manuel Marsili. Il sito di quest'ultimo "partito pirata", che in questi giorni è stato al centro di discussioni anche per aver "aiutato Foti a presentare il contrassegno (come si leggeva in un comunicato stampa del 12 gennaio 2013, ndr)" dell'altro MoVimento 5 Stelle, quello senza la scritta www.beppegrillo.it, è oggi oscurato e in home page campeggia la scritta: "Tribunale di Milano Seziona Specializzata in Materia di Proprietà Industriale e Intellettuale. Sito sottoposto a provvedimento giudiziale di oscuaramento del 30 Marzo 2012 - RGN. 72111/2011" (sic). L'oscuramento del sito potrebbe essere riconducibile al fatto che, come annunciava l'Assemblea Permanente del Partito Pirata (quello ammesso alle elezioni 2013) il giorno dopo il deposito dei contrassegni, "il Partito Pirata, forte della sua appartenenza alla comunità internazionale pirata nonchè di una (http://ordinanza.partito-pirata.it/) ordinanza del Tribunale di Milano che inibisce a Marco Manuel Marsili ed all'associazione di cui è 'portavoce' che, in modo illeggittimo porta il nostro nome, ad utilizzare impropriamente l'espressione Partito Pirata ed il nostro signet (la nostra Vela Nera), inibendo questi secondo i precetti di legge, tutelerà la propria identità e i propri valori di partecipazione democratica dal basso, avvalendosi di tutti gli strumenti giuridico-legali".

Ma la questione dei simboli elettorali accende delle discussioni anche in altri partiti e movimenti. Ricusati dal Viminale, infatti, anche quello della Lega Nord con la scritta "treMonti" (con la M maiuscola) e anche quello di Samuele Monti con la scritta nel contrassegno "per L'Europa Monti Presidente". Roberto Calderoli spiega infatti che "l'unico problema è stato la M maiuscola di Tremonti che potrebbe confondersi con quella di Monti - sottolineando - Monti gode di una tutela particolare e mi piacerebbe che lo stesso trattamento venga attuato per tutte le liste di Lega patacca. Abbiamo apportato le dovute modifiche al simbolo e lo ripresenteremo corretto". Samuele Monti, invece, afferma che quella del Viminale è "una decisione che va contro il diritto", e spiega: "Abbiamo presentato il simbolo per primi e non abbiamo copiato. L'unico cosa in comune è il nome, ma perché ricusare il nostro simbolo e non gli altri due?".

Ricusato anche il contrassegno "civetta" di Rivoluzione Civile, uguale a quello di Antonio Ingroia ma senza il nome nel magistrato. Il Ministero dell'Interno informa infine che 16 simboli sono senza effetto per carenza di documentazione, tra cui Italia dei Valori - Lista Di Pietro (IDV), Partito dei Comunisti Italiani, Federazione dei Verdi. Fatto che potrebbe sorprendere forse più di un iscritto.

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