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Elezioni 2013 Peacelink ai candidati: MUOS e F-35? Dillo prima!

Ancora un appello, in questo caso una lettera aperta da spedire ad ogni candidato alle Elezioni 2013. Peacelink invita i candidati a "dire prima" la loro posizione su guerra e pace, dal MUOS agli F35, dal Mali all'Afghanistan.

Una lettera aperta rivolta ai candidati prima delle Elezioni, e prima che il nuovo Parlamento si insedi. Questa l'iniziativa di Peacelink, telematica per la pace, che invita i lettori a spedire una email con oggetto "Armamenti, guerra e territorio: Care/i Candidate/i, Ditelo Prima!" con il seguente testo: "Cara/o Candidata/o, ditelo prima! In queste ore per Te frenetiche di campagna elettorale, Ti scrivo per chiederti una particolare presa di posizione prima del voto su un paio di temi cruciali per il nostro Paese quali la guerra, gli armamenti e la tutela del nostro territorio. In un anno di crisi segnato anche dalle polemiche sulla questione degli F-35 e sul Muos, sul fatto che troppi soldi pubblici vengono impiegati in armamenti e guerre invece che in ambiente e sviluppo, Ti chiedo una presa di posizione di responsabilità, affinché io elettore possa essere a conoscenza della Tua posizione in merito prima del voto e affinché Tu stesso possa prendere un impegno concreto verso il Tuo elettorato. Per fare ciò Ti inoltro questa lettera con in allegato il testo del contributo all'incontro 'Ditelo Prima! Ditelo ora!' che si è tenuto il 15 febbraio 2013 presso il Cesv di Roma promosso da Rete NoWar e PeaceLink con alcuni dei candidati alle prossime elezioni politiche. Le eventuali risposte saranno pubblicate sul portale web www.peacelink.it In attesa di un Tuo gradito riscontro, porgo i migliori Saluti. (firma).

Le risposte pervenute finora, purtroppo, sono ancora poche, segno che i politici italiani sono ancora affezionati al detto "chiedere è lecito, rispondere è cortesia" e non ritengono, durante queste Elezioni 2013, sia un obbligo quello di rispondere alle domande prima di venire (forse) eletti. Ma ancora un po' di tempo per spedire la lettera aperta c'è, così come il tempo di ricevere delle risposte, penserà qualcuno. Interessante leggere il documento da allegare alla email per il candidato, con quattro punti essenziali, anzi, quattro "svolte decisive". Eccoli:
"1. Svolta rispetto ai conflitti armati in cui l'Italia è (o è stata) coinvolta. Bisogna: – MALI: condannare l'attacco della Francia (nemmeno 'autorizzato' dall'ONU!) invece di sostenerlo; – AFGHANISTAN: ritirarsi ora e risarcire il paese, invece di continuare ad uccidere per un anno o più; – SIRIA: premere per un cessate il fuoco e il negoziato tra tutte le forze, invece di fornire aiuti militari ai gruppi armati e un appoggio politico-economico al loro braccio politico (il CNS, poi la 'Coalizione'); – LIBIA: riconoscere i crimini nostri e della NATO, commessi in spregio al mandato ONU; risarcire le vittime; considerare rifugiati gli esuli; svelare gli interessi dietro le falsità raccontate in coro dai media; INFINE: ripudiare la "guerra permanente" americana, rifiutando ogni collaborazione. Ad es., chiudendo le basi USA come quelle "Africom" a Vicenza e a Napoli, create per le future guerre USA in Africa.
2. Svolta nell'impiego delle risorse economiche per la difesa dell'Italia. Bisogna: – perseguire una politica di disarmo; riconvertire le industrie belliche; più limiti alle vendite delle armi; – cancellare o rivedere i progetti più onerosi: caccia F-35 e JSF, elicotteri NH-90, navi Fremm, ecc.; – revocare la L.244/12 che consente di riordinare le forze armate da forze di difesa in forze offensive.
3. Svolta nella tutela del territorio nazionale italiano. Bisogna: – usare i risparmi (punto 2) per bonificare i territori nazionali contaminati (Sardegna, Taranto, ecc.); – negare a paesi terzi l'uso dei poligoni di tiro e ogni altra attività che contamini il territorio italiano; – vietare sul territorio nazionale lo stoccaggio di armi nucleari o la costruzione dei nocivi radar MUOS.
4. Svolta nella conduzione della politica estera italiana Bisogna: – passare da 'membro' a 'partner' della NATO per non essere trascinati in guerre decise da altri; – richiedere l'estradizione dei 23 agenti CIA condannati dai tribunali italiani ed ora latitanti negli USA; – revocare gli accordi militari con Israele e premere per una soluzione alla questione della Palestina; – recuperare il ruolo di 'protagonista della pace' che l'Italia svolse durante parte del Rinascimento, quando inventò la diplomazia internazionale e riuscì ad appianare tante controversie nel mondo. Basta giocare di rimessa! Basta sudditanza! Basta guerre! Per una politica estera attiva di pace!".

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