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Elezioni 2013 Femen contro Berlusconi. Fuori di seno e "dalla ragione"

Tre attiviste Femen sono tornate in azione. Diversa la scena, ma stesso "copione". Appena Silvio Berlusconi è entrato nel seggio di Milano per votare a queste elezioni 2013, le Femen si sono tolte le magliette e si sono messe a gridare "Basta Berlusconi".

Le Femen sono tornate in scena, il "copione" è sempre lo stesso. Quando l'obiettivo è nei paraggi, le Femen si tolgono la maglietta e rimangono a seno scoperto. E' quello che loro chiamano "sextremismo", e tra le loro rivendicazioni c'è, paradossalmente come fa notare anche l'Huffington Post che ha intervistato via email la leader delle Femen Anna Hutsol, da una parte l'abolizione del matrimonio (eterosessuale) e dall'altra l'approvazione delle nozze gay. Stavolta, il bersaglio da colpire era Silvio Berlusconi, che appena entrato all'interno del seggio di via Scrosati a Milano per votare a queste elezioni 2013 si è trovato di fronte tre attiviste Femen che con grida al limite dell'isterismo urlavano "Basta Berlusconi". Le tre Femen erano straniere, di cui due con l'accento dell'est europeo, perché il gruppo è nato come movimento di protesta ucraino, anche se non disdegna incursioni oltre confine. Silvio Berlusconi liquida con poche battute l'episodio, dopo che le tre attiviste sono state fermate dalla polizia, a cui hanno opposto resistenza come si vede nel video di Youreporter.it che ha immortalato tutta la scena. "Sono esagerazioni" commenta Berlusconi, aggiungendo: "Chi ragiona con intelligenza e con il cervello non può votare che in una direzione e si comporta conseguentemente. Poi ci sono tutte le situazioni fuori dalla ragione che esistono e non possiamo farci niente".

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