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Confronto tv Berlusconi Monti Bersani Sky 8 febbraio. Canale 5 e La7?

Il tanto atteso (forse solamente primo) confronto tv tra Berlusconi, Monti e Bersani sembra orami fissato, l'8 febbraio su Sky e Cielo. Antonio Ingroia sembra essere stato escluso, così come il MoVimento 5 Stelle. Ma anche Canale 5 e La7 cominciano a lanciare inviti per altri faccia a faccia.

Il tanto atteso confronto tv tra Berlusconi, Monti e Bersani potrebbe presto essere realtà. Dopo che i tre leader delle maggiori coalizioni in lizza per le elezioni politiche 2013 hanno più volte espresso la volontà di un confronto televisivo dove poter discutere con l'avversario faccia a faccia, il primo segnale d'apertura arriva ancora da Sky. La pay tv, che promette però che manderà in onda il confronto tv tra Berlusconi, Monti e Bersani anche sul canale del digitale terrestre Cielo, si è infatti lasciata libera in agenda la data dell'8 febbraio. E' quel giorno, infatti, che dovrebbe andare in onda (manca solo l'ufficialità) il confronto tra Silvio Berlusconi, leader del centrodestra, Pier Luigi Bersani, leader del centrosinistra, e Mario Monti, leader dei centristi. Il direttore del canale all-news di Sky, SkyTg24, Sarah Varetto, conferma infatti la disponibilità dei tre politici per l'8 febbraio 2013, spiegando che se non sarà qul giorno il confronto tv avverrà comunque "a ridosso di quella data". Come per il confronto tv per le primarie del PD, quello tra Berlusconi, Monti e Bersani avverrà "con regole condivise e domande a tempo sui programmi di ciascuno", oltre che "sui temi caldi che interessano la gente", spiega sempre Sarah Varetto. Ma non tutti sono contenti, in primis per esempio il leader di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia, che i sondaggi danno già al 5 per cento nonostante la sua lista sia appena nata. "Abbiamo fatto già un miracolo, perché in poco più di una settimana siamo passati dallo 0 al 5 per cento dato nazionale, con delle punte che ci portano addirittura all'11 per cento come in Campania, al 10 per cento in Sicilia, e tutto questo in clima di complessiva censura e oscuramento di cui siamo vittime, come per esempio nei Tg nazionali della Rai dove noi non ci siamo" sottolinea infatti Antonio Ingroia a Repubblica.tv. Ingroia evidenzia quindi che tale situazione continua anche con Sky che ha deciso "di organizzare il tradizionale faccia a faccia tra i leader - prosegue il leader di Rivoluzione Civile - ma si è dimenticato del quarto candidato, visto che al dibattito, l'8 febbraio, ci saranno solo Bersani, Berlusconi e Monti. Ingroia cancellato". Antonio Ingroia spiega infatti che "la lista Rivoluzione Civile deve essere dimenticata e sottratta alla conoscenza degli italiani" dicendosi però "convinto che dal momento in cui riusciremo a comunicare agli italiani il nostro progetto, il nostro simbolo, i nostri voti cresceranno e saremo milioni, lo dico con il normale entusiasmo del neofita ma con convinzione". Stesso discorso si potrebbe estendere anche al MoVimento 5 Stelle, che anche se è in forte discesa nei sondaggi, rimane attualmente un partito che potrebbe entrare in Parlamento con voti a due cifre. Il problema del MoVimento 5 Stelle, però, potrebbe risiedere nel fatto che non ha un leader nel senso politico comune del termine. Al confronto tv potrebbe naturalmente partecipare Beppe Grillo, che si è autonominato capo politico del MoVimento 5 Stelle, ma ciò potrebbe comunque aprire delle discussioni e delle polemiche, non solo per la classica argomentazione che non sarebbe una scelta "dal basso" ma anche perché è stato proprio Grillo a sconsigliare i suoi (anticipando che in futuro sarà addirittura "vietato") ad andare in televisione. Non solo Sky, comunque, intende realizzare un confronto tv tra Berlusconi, Monti e Bersani, ed eventualmente gli altri leader. Anche Canale 5 vorrebbe organizzare uno speciale Tg5 in prima serata "per consentire a molti milioni di telespettatori di poter ascoltare scelte politiche dei diversi schieramenti", come spiega il direttore Clemente Mimun. Infine, anche Lilli Gruber su La7 sta muovendo i primi passi, o meglio lanciando i primi inviti, a Bersani, Monti e Berlusconi. Pier Luigi Bersani ha già accettato, anticipando: "Vedrà che anche Berlusconi non dirà di no".

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