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Ballottaggi: Parma a MoVimento 5 Stelle, Palermo all'Italia dei Valori

I ballottaggi vedono la pesante sconfitta di Pdl e Lega, il grande successo a Parma del MoVimento 5 Stelle e la vittoria a Palermo di Orlando (IdV) . Riflessioni e promesse.

Escono pesantemente scoffitti da questo secondo turno della amministrative, che ha visto i ballottaggi per l'elezione dei sindaci, il Popolo della Libertà e la Lega Nord, quest'ultima perdente in sette Comuni su sette.
Nonostante su "177 Comuni sotto i 15mila abitanti" il Partito democratico ha "vinto in 92", come fa notare Pier Luigi Bersani, anche il PD non esce completamente incolume da questa tornata elettorale. La vittoria a Genova di Marco Doria (59,71%) non può infatti far dimenticare le due grosse sconfitte a Palermo e Parma, la prima conquistata dal già sindaco DC Leoluca Orlando, oggi dell'Italia dei Valori e sostenuto da Sel di Nichi vendola e dai Verdi, e la seconda caduta sotto un 60,22% di preferenze al MoVimento 5 Stelle, che elegge il grillino Federico Pizzarotti .
Bersani però ci tiene a sottolineare che il PD ha comunque "vinto senza se e senza ma le elezioni amministrative del 2012 - avvertendo che - non sarà consentito a nessuno il simpatico tentativo di rubarci la vittoria".
Matteo Renzi il "rottamatore" comunque fa notare, nel corso della diretta su La7, che "se il candidato del PD è considerato meno credibile del grillino, qualche domanda il PD se la deve fare - aggiungendo - Il gruppo dirigente del PD ha un unico compito: convocare le primarie per ottobre/novembre, con le stesse regole delle primarie del passato. I cittadini decideranno il leader".
Renzi giudica inoltre la vittora di Pizzarotti "una svolta molto seria", sottolineando che a questo punto "vedere i grillini a misurarsi con i problemi reali sarà interessante". Curiosità simile a quella di Roberto Maroni che "vuole capire" non solo casa farà Pizzarotti ma "anche perchè è stato eletto".
Preoccupante, invece, rimane l'impressionate astensionismo, come lo definisce sempre Renzi, convinto del fatto che "le prossime politiche saranno vinte da chi riporta la gente alle urne, con una proposta nuova e convincente".
L'astensionismo per Angelino Alfano è un "messaggio fortissimo" degli elettori che "chiedono una nuova offerta politica". Alfano promette che il Pdl è "determinato a offrirla a loro e al Paese" precisando che a suo giudizio, comunque, gli elettori di centrodestra restano comunque "ampiamente maggioritari nel Paese", che infatti non hanno "scelto e non sceglieranno la sinistra e questa volta hanno massicciamente scelto l'astensione".
Anche il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli, invita il Pdl "a guardare dentro quel 50% di elettori che non si è recato alle urne - aggiungendo - Un astensionismo così alto significa la sconfitta di tutti i partiti e della politica; o riprendiamo credibilità nei confronti dell`opinione pubblica oppure anche i moderati verranno spazzati via senza possibilità di ritorno. Il Pdl ha un serbatoio enorme di consensi da recuperare, ma per farlo deve mettere in campo idee, proposte. E persone credibili, gente che sappia consumare le suole delle scarpe in mezzo alla gente".
Condivide la proposta di Napoli anche il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, che sulla sconfitta di Parma, commissariata da mesa dopo le dimissioni del sindaco di centrodestra a seguito di una serie di scandali, ha una lettura molto chiara di quanto successo: "Abbiamo governato la città per 5 anni e siamo andati a casa perché abbiamo governato male, che altre giustificazioni possono esserci? Grillo rappresenta la novità di cambiamento e su Parma ha giocato la sua scommessa".
Mariastella Gelmini, invece, ritiene che il Pdl il centrodestra paghi "l'appoggio alla politica economica del governo Monti", che da oggi "sempre di più critico e propositivo" promette l'ex ministro dell'Istruzione.
Il nuovo sindaco di Palermo Leoluca Orlando commenta invece la sua vittoria sottolineando che "questo risultato costituisce una grande speranza ma anche uno schiaffo in faccia ad un arretrato sistema dei partiti", precisando che la sua candidatura "è stata una risposta all'antipolitica" perché "serve una politica tecnica ma che abbia un'anima", affermando con sicurezza che "se mai c'è stata una seconda Repubblica, da Palermo nasce una terza Repubblica che manda un messaggio forte al sistema dei partiti".
Anche Nichi Vendola di Sinistra ecologia e libertà è convinto che ad aver vinto è stata soprattutto "la voglia di cambiare". "I ballottaggi sono attraversati dalla fortissima domanda di rinnovamento che c'è in un momento durissimo per i cittadini del nostro paese - spiega Nichi Vendola da Facebook - Eclatante è sicuramente la vittoria grillina a Parma, ma altrettanto importanti sono le ottime notizie che vengono dalle più importanti città: la prima è che il PdL è travolto e il Terzo Polo è irrilevante, la seconda è la larga affermazione del centrosinistra".
Nichi Vendola però specifica: "Ma il centrosinistra stravince solo dove sa intercettare la voglia di rinnovamento. Accade a Genova a Rieti a Taranto, dove Sel ha sostenuto Doria, Petrangeli e Stefano fin dal primo momento, accade a Palermo dove prevale la richiesta di mettere la parola fine al potere di Lombardo con la scelta netta per il portavoce di Idv Orlando, accade al nord dove non basta la foglia di fico di Tosi per nascondere le vergogne della Lega. Sono elezioni importantissime che devono dare una scossa a tutti i partiti. Per il centrosinistra è arrivato il momento di candidarsi alla guida del Paese senza indugiare in tattiche inutili o controproducenti".
Registra invece la sconfitta Roberto Maroni, che evidenzia come "la notizia dell'avviso di garanzia a Bossi e ai suoi figli non ha aiutato, ma ha determinato un ulteriore allontanamento dalla Lega". "Abbiamo pagato un prezzo altissimo alle vicende che hanno coinvolto la Lega dal punto di vista mediatico e da quello giudiziario - aggiunge Maroni - Certe paginate dei giornali ci hanno danneggiato, paghette e lauree giustamente hanno fatto arrabbiare gli elettori verso Lega" ma promettendo che oggi si conclude la "traversata nel deserto" del Carroccio perché "con la stagione dei congressi si apre una fase nuova che vedrà la Lega tornare protagonista".

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