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iPhone 4s in Italia. La Rete NoElettrosmog scrive a deputati per il 4G

L'iPhone 4s è in Italia con piani tariffari e offerte speciali. Ultimo gioiello di casa Apple, l'iPhone 4s "è il primo telefono a passare da un'antenna all'altra per inviare e ricevere". E a proposito di antenne su una bozza del Decreto Sviluppo si parla proprio di "antenne". La Rete NoElettrosmog fa un appello.

Lo smartphone per antonomasia, l'iPhone, nella sua incarnazione 4s, l'ultima su cui ha potuto mettere le mani il co-fondatore di Apple Steve Jobs arriva in Italia con un costo che, in un certo qual modo, in piena crisi economica, sarà ammortizzato da molte offerte "rateali" e tariffarie. Ma avere un iPhone 4s sotto l'albero per alcuni non ha prezzo, ed il nuovo gioiello di Apple, assieme a tutti gli altri orpelli dell'Uomo 2.0 potrebbe regalare quell'elemento mancante di "sintomatico mistero" capace di far diventare (ma solo per pochi giorni) "unici" in una società dal conformismo globale. L'iPhone 4s è solo l'ultima creatura Steve Jobs, guru di Cupertino e profeta dell'"always online", ovvero di un "mondo nuovo" a cui è imposto essere sempre "connessi", senza fili, ovunque e "comunque". Questa filosofia, anche se molto discutibile, sta cambiando la nostra vita, i nostri modelli sociali, il nostro ambiente e, purtroppo, anche la nostra "salute", non solo "mentale". E se Papa Benedetto XVI in Calabria nella silenziosa Certosa di Serra San Bruno parlava già di una "mutazione antropologica" dei più giovani, cioè di quelli che oggi si chiamano "digital native" (http://is.gd/QCiM10), l'esplosione di tablet, smartphone, e apparecchi più o meno d'uso "comune" collegati "wireless" h24 alle antenne per la trasmissione in larga e "larghissima" banda, preoccupa altri su quelle "mutazioni" che potrebbero coinvolgere anche il nostro organismo. Il "futuro" infatti è nel 4G, con una dimensione "always online" ancora neppure immaginabile, con lussi digitali che permetteranno all'utente di guardare interi film in alta definizione sul tablet mentre si viaggia in autostrada (naturalmente per chi non guida), oppure partecipare ad una teleconferenza mentre si fa jogging, oppure partecipare a un corso online di micologia quando si va per funghi nei boschi. Insomma, un futuro che ad alcuni potrebbe ricordare un'esistenza tra "Videodrome" di David Cronenberg e "Fino alla fine del mondo" di Wim Wenders. Da qualche giorno girano anche delle bozze del Decreto Sviluppo, in discussione in questi giorni da parte del Governo, che hanno turbato molti osservatori. In una bozza si legge anche la "relazione illustrativa" che parla chiaro sul modo in cui si intenderà la rete nei prossimi anni: "Il settore delle telecomunicazioni è caratterizzato da un'elevata propensione all'innovazione tecnologica in grado di creare nuovi prodotti e servizi, soddisfare nuove esigenze ed incrementare la produttività delle imprese e della Pubblica Amministrazione" - si legge nel documento (http://is.gd/83qLE4). "In tal senso - continua il documento - , il futuro prossimo dovrebbe svilupparsi su tre direttrici tra loro parallele: una crescente domanda di accesso in mobilità al mondo delle informazioni e dell'intrattenimento (internet ovunque); una crescente richiesta di accesso ad internet da parte dei cittadini anche meno informatizzati (internet per tutti); un aumento della domanda di velocità di accesso da parte della popolazione e delle imprese già informatizzate (servizi multimediali a banda ultra larga)". Per questi "internet ovunque", "internet per tutti" e "servizi multimediali a banda ultra larga" c'è ovviamente un prezzo da pagare, cioè quel potenziamento della rete con "servizi richiederanno però grandi capacità trasmissive con la conseguente necessità di potenziare ed aggiornare le reti di comunicazione elettronica del Paese favorendo una nuova stagione di sviluppo delle telecomunicazioni mobili, anche nell'ottica dello sviluppo delle reti di quarta generazione o l TE (Long Term Evolution), le cui prestazioni saranno di gran lunga superiori a quelle attuali", come si legge sempre nella bozza nel Decreto Sviluppo. Ma di prezzo ce ne potrebbe essere anche un altro, ben più salato, che riguarda la salute dei cittadini. Se in Italia c'è già un problema di elettrosmog (vedi ad esempio "Elettrosmog, sforamenti record. Alla Maddalena torna la paura" http://is.gd/v4Nbwi), ovviamente le conseguenze di un "potenziamento" potrebbero essere critiche. Da molte parti quindi cresce la domanda legittima se questo "bagno d'onde" prossimo venturo possa provocare danni al nostro organismo. Per questo motivo è interessante la presa di posizione della Rete NoElettrosmog Italia, molto preoccupata per questa bozza contenuta nuovo Decreto Sviluppo, tanto che ha subito lanciato un appello per l'invio di una lettera ad ogni deputato, ovviamente per scongiurare l'innalzamento dei limiti di esposizione ai Campi elettromagnetici. Scrive nella lettera la Rete NoElettrosmog: "Sembra che la bozza apparsa ieri voglia superare i limiti di legge previsti dal decreto del 2003 (ovvero 6 Volt/metro). Questo valore è già dieci volte superiore rispetto a quello considerato sicuro da molti scienziati indipendenti (ovvero 0,6 Volt/metro), mentre il Decreto Sviluppo, nella parte che allego, intende utilizzare invece per balconi, terrazzi, spazi aperti condominiali il limite generico di 20 Volt/metro". La Rete NoElettrosmog in Italia ricorda ancora ai deputati che: "Se approvato, questo decreto rischia di mettere seriamente a rischio la salute di milioni di italiani perché sarà più facile, per i gestori, installare antenne vicino alle abitazioni, ma a risentire di più di questo innalzamento dei limiti di legge saranno soprattutto proprio i malati affetti da Elettrosensibilità, una forma di ipersensibilità ai campi elettromagnetici e anche i malati di Sensibilità Chimica Multipla (MCS), una condizione che comporta reazioni a molteplici composti chimici anche in minime quantità, non tossiche per la popolazione generale". "Un altro aspetto allarmante nel Decreto Sviluppo è la nuova modalità di misurazione dei campi elettromagnetici - avverte l'organizzazione -: non si prenderanno più delle misurazioni in un arco di tempo di sei minuti, per farne la media, ma si farà una media di misurazioni sulle 24 ore. E' facile comprendere come questo si traduca in uno svuotamento stesso del concetto di 'limite di sicurezza' perché i livelli molto bassi riscontrati di solito di notte, quando nessuno usa cellulari, potranno compensare quelli sicuramente più alti dei livelli delle ore diurne". Ma qual'è l'obiettivo a lungo termine degli investimenti? E' ancora la rete Elettrosmog a spiegarlo nella sua lettera a deputati: "Tutto questo si fa per venire incontro alle esigenze tecniche della telefonia mobile di quarta generazione, 4G, che può trasportare più dati e che ha bisogno di una maggiore potenza, ma non si può negare che un introito nelle casse dello Stato oggi, con la vendita delle frequenze per la telefonica 4G, si tradurrà inevitabilmente ed inesorabilmente in un aumento della spesa socio-sanitaria tra 10, 15, o forse 20 anni per l'aumento di casi di cancro, disturbi neurodegenerativi (Alzheimer, Parkinson), infertilità, insonnia, depressione, allergie, tutte problematiche notoriamente legate alle radiofrequenze". Il dr Giorgio Cinciripini, Membro Fondatore della Rete NoElettrosmog Italia, nella bozza della lettera ricorda inoltre che "Proprio lo scorso Maggio l'Istituto per la Ricerca sul Cancro dell'OMS ha classificato la radiofrequenza della telefonia mobile come cancerogeno di classe 2B". Ma a chi pensa che queste siano solo "fantasie" di alcuni "luddisti delle microonde" la rete Rete NoElettrosmog ricorda ai deputati che "non bisogna dimenticare le numerose risoluzioni del Parlamento Europeo (4 settembre 2008, 9 febbraio 2009) e la più recente risoluzione del 23 maggio del Consiglio d'Europa che invitano gli stati membri ad abbassare i limiti di legge per le esposizioni elettromagnetiche". "Se desidera possiamo metterla in contatto con esperti del CNR, dell'INAIL e di docenti universitari che condividono con noi queste preoccupazioni", conclude la Rete NoElettrosmog Italia nella bozza di lettera rivolta agli onorevoli. La lettera integrale, che può essere ovviamente personalizzata e rispedita dai cittadini ai propri rappresentanti in Parlamento, è sul blog ufficiale della Rete NoElettrosmog Italia (e-smogfree.blogspot.com).

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