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Wi-Fi: bambini più a rischio. Petizione: IARC riconosca radiazioni RF EMF come "cancerogene"

Un nuovo studio sostiene che i bambini e gli adolescenti sono maggiormente a rischio se esposti a dispositivi che irradiano microonde (MWR), emesse anche da dispositivi wireless /Wi-Fi) come smartphone e telefoni senza fili. Una petizione sul web chiede all'IARC e all'OMS di spostare i campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF / EMF) dalla attuale classe 2B, "possibilmente cancerogeni" per l'uomo, alla classe 1, "cancerogeni per l'uomo". La ReteNoelettrosmog Italia chiede inoltre che "nessuno scienziato coinvolto con l'OMS e/o con l'IARC abbia legami / finanziamenti dal settore delle telecomunicazioni wireless".

Il 13 gennaio la rivista Forbes riporta le conclusioni di un rapporto pubblicato sul Journal of Microscopy and Ultrastructure dal titolo "Perché i bambini assorbono più radiazioni a microonde rispetto agli adulti. Le conseguenze". Gli autori sostengono che i bambini e gli adolescenti sono maggiormente a rischio se esposti a dispositivi che irradiano microonde (MWR), sottolineando che gli adulti hanno un rischio minore ma comunque significativo. Tra i punti salienti dello studio:
- i bambini assorbono una maggiore quantità di radiazioni a microonde rispetto agli adulti.
- i feti sono ancora più vulnerabili rispetto ai bambini. Pertanto le donne incinte dovrebbero evitare di esporre il loro feto alle radiazioni a microonde.
- l'esposizione MWR può provocare la degenerazione della guaina mielinica protettiva che circonda i neuroni cerebrali.
- ragazze e donne adolescenti non dovrebbero mettere i cellulari nei loro reggiseni, poiché uno studio avrebbe dimostrato una possibile correlazione con il carcinoma mammario primario.
- le avvertenze contenute nel manuale degli smartphone rendono chiaro che un problema di sovraesposizione esiste.
- i dispositivi wireless sono trasmettitori radio, non sono giocattoli. La vendita di giocattoli che utilizzano il wi-fi deve essere monitorata più attentamente.
- la 'digital dementia' è stata segnalata in bambini in età scolare.
- i limiti di esposizione attuali sono insufficienti e devono essere rivisti, visto che immutati da 19 anni.
Secondo gli autori, i bambini ed i feti assorbono più radiazioni a microonde perché i loro corpi sono più piccoli, i loro crani sono più sottili, e il loro tessuto cerebrale è più assorbente. Forbes precisa che lo studio è stato pubblicato in una rivista relativamente nuova e di poco prestigio e fa notare che il tempo medio tra l'esposizione alla sostanza ritenuta cancerogena e il sopraggiungere del tumore è di circa tre o più anni, rendendo così difficile arrivare a conclusioni definitive.

Su Network World, Mark Gibbs in un editoriale pone però questa inquietante domanda: "Riusciremo a guardarci indietro (tristemente) tra cinquanta o cento anni e a meravigliarci di come il Wi-Fi e i cellulari siano stati i responsabili della più grande crisi sanitaria nella storia umana?". C'è chi però non intende aspettare un secolo per denunciare un pericolo che potrebbe essere forse paragonabile a quella superficialità che ha coperto d'amianto i tetti di mezza Italia (e non solo). Le microonde emesse da dispositivi wireless (come smartphone e telefoni senza fili), collegate nello studio a diversi tipi di cancro, al minor numero di spermatozoi e ad altri disturbi, sono infatti già state dichiarate come "possibilmente cancerogeni" per l'uomo, visto che l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite (OMS) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF / EMF) come Classe 2B. E da qualche giorno circola una petizione sul portale web Avaaz che ha quasi raggiunto le 5mila firme, (con promotore il comitato francese Robin des toits) dove si chiede appunto all'IARC e all'OMS di spostare la classificazione dei campi elettromagnetici a radiofrequenza da 2B a 1, proprio per "smettere di minimizzare gli effetti sulla salute e i rischi di cancro da radiazioni RF EMF". Gli agenti e le sostanze in classe 1, infatti, sono certificate come "cancerogeni per l'uomo". A supporto della petizione un altro studio, quello sull'International Journal of Environmental Research and Public Health, a firma di Michael Carlberg e Lennart Hardell del Department of Oncology, University Hospital, Örebrom (Svezia). I ricercatori hanno analizzato 1678 persone affette da glioma tra il 1997 e il 2003 e tra il 2007 e il 2009, dimostrando che l'uso dei telefoni cellulari ha un impatto sulla sopravvivenza dei pazienti. Tra le conclusioni di studio, pubblicato nel settembre 2014, anche la "richiesta urgente" all'IARC di revisionare la classificazione dei campi elettromagnetici a radiofrequenza poiché dovrebbero essere considerate "come cancerogeni per l'uomo".

Tra le associazioni in Italia che condividono e promuovono attivamente la petizione per la riclassificazione dei campi elettromagnetici a radiofrequenza anche la ReteNoelettrosmog che "per la sacralità della vita umana, soprattutto dei nostri figli" chiede che:
- l'OMS e l'IARC riconosca immediatamente le scoperte scientifiche che dimostrano come le radiazioni RF / EMF siano cancerogene, spostandole dalla attuale classe 2B alla classe 1.
- nessuno scienziato coinvolto con l'OMS e/o con l'IARC abbia avuto in passato oppure abbia attualmente legami / finanziamenti dal settore delle telecomunicazioni wireless, al fine di garantire la più assoluta trasparenza.

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