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Sindaco toglie Wi-Fi da scuole. Non è web a dire che è pericoloso ma IARC

Il sindaco di Borgofranco d'Ivrea toglie il Wi-Fi dalle scuole e dai luoghi pubblici perché decide di adottare il "principio di precauzione" ma i media mainstrem lo ridicolizzano con la frase "l'ho letto sul web", come se su internet non venissero pubblicati articoli e riviste scientifiche. Ma a dire che il wireless "possibilmente cancerogeno" per l'uomo è persino l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).

Il coraggioso sindaco 57enne di Borgofranco d'Ivrea toglie il Wi-Fi dalle scuole ma su molti media mainstrem invece di analizzare le ragioni che hanno portato Livio Tola a giungere a tale decisione questa di fatto si ridicolizza con la frase "l'ho letto sul web", come se su internet non venissero pubblicati articoli e riviste scientifiche ma solo le banali battute che si leggono su Twitter. Stranamente quando un argomento è scomodo il web diviene sinonimo di "complottismo" e di "inaffidabilità" mentre quando si devono glorificare le idee che fanno comodo al sistema (leggi lobby) ci si riempie la bocca di futuro digitale.

"A casa sua ognuno faccia quel che vuole. Ma io non farò l'errore di riempire il territorio di Wi-Fi. Se uno voleva mettersi l'amianto in casa quarant'anni fa, poteva farlo. E' adesso è la stessa cosa. Non vorrei che si facesse questa fine col Wi-Fi, per l'eternit ci sono stati migliaia di morti" chiarisce Livio Tola che ha vietato in tutte le scuole del Comune (nelle dieci classi delle elementari e nelle cinque delle medie) la rete senza fili, ed ora procederà a smatellare il wireless anche nei luoghi pubblici come parchi e giardini. "Ho deciso di adottare il principio di precauzione. Ci sono studi che minimizzano il problema. Altri fanno terrorismo, ma le ipotesi sono preoccupanti" spiega saggamente il sindaco di Borgofranco d'Ivrea, sottolineando: "I bambini in età scolare avendo la scatola cranica sottile rispetto a un adulto e un tessuto muscolare non definito come spessore, sono più soggetti a essere penetrati dalle onde elettromagnetiche". A ben vedere quindi Livio Tola non si è informato solo "sul web" visto che tale informazione è stata diffusa anche nella più "rassicurante" televisione, per esempio in un servizio de Le Iene.

Siccome il Ministero dell'Istruzione impone il registro elettronico, Livio Tola ha quindi deciso di adottare il "vecchio" ma certamente sicuro metodo della cablatura, precisando: "In ogni classe abbiamo messo un computer e un video con il registro elettronico, ma con i fili, e internet c'è, perché nessuno è contro. Ci sono anche due laboratori di cui uno di informatica, con 8-10 pc fissi". Nonostante c'è chi taccia la scelta di buonsenso di Tola come un andare "indietro nel tempo", il sindaco di Borgofranco d'Ivrea ricorda: "So che scuole tedesche e canadesi hanno proibito il Wi-Fi nelle scuole. - e si domanda - Ma allora sono io che vado in contro tendenza o il nostro governo?". Sicuramente è il governo, visto che già nel 2007 Parigi ha spento il wireless nelle sue biblioteche comunali perché provocava "vertigini, nausea, dolori muscolari, insonnia" a causa del "campo magnetico generato dal Wi-Fi", quando ancora l'elettrosmog non era considerato una fantasia dalla stampa che conta. Almeno fino al settembre dell'anno scorso visto che un giudice di Tolosa (sempre in Francia) ha riconosciuto a una donna di 39 anni una indennità di 800 euro al mese per via della sua ipersensibilità alle onde elettromagnetiche (elettrosensibilità).

Sempre nel 2007 un'inchiesta della BBC dimostrò "che il campo magnetico in un'aula equipaggiata con Wi-Fi era tre volte più potente di quello emesso da un ripetitore GSM" come riportava il corriere.it. Recentemente è stato invece il National Committee on Environment and Children's Health di Cipro ad emettere "un warning in merito allo uso da parte dei bambini di tecnologie wireless", dove si sottolinea che le ultime "indicazioni rassicuranti emesse dal WHO in base ai valori limite di esposizione prodotti da ICNIRP sono fortemente in contrasto con la classificazione emessa dall'organo tecnico di WHO nel 2011 di possibile cancerogeno e la pubblicazione di altri più recenti lavori scientifici che aggravano la posizione dello stesso WHO che accetta solo gli effetti termici". Livio Tola avrà poi sicuramente letto "sul web" anche il rapporto pubblicato sul Journal of Microscopy and Ultrastructure dal titolo "Perché i bambini assorbono più radiazioni a microonde rispetto agli adulti. Le conseguenze", dove viene sottolineato anche che i feti sono ancora più vulnerabili rispetto ai bambini.

Se tutto ciò non bastasse l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite (OMS) ha già dichiarato le microonde emesse da dispositivi wireless come "possibilmente cancerogeni" per l'uomo, classificando i campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF / EMF) come Classe 2B. Mancano invece ancora 2mila firme circa alla petizione, anche questa incredibilmente "sul web", dove si chiede appunto all'IARC e all'OMS di spostare la classificazione dei campi elettromagnetici a radiofrequenza da 2B a 1 (cioè "cancerogeni per l'uomo") per "smettere di minimizzare gli effetti sulla salute e i rischi di cancro da radiazioni RF EMF". Nonostante questo, il piano nazionale per la Banda Ultralarga varato dal governo Renzi prevede persino un innalzamento dei limiti in materia di elettromagnetismo nonché "numerosi e diffusi hot spot Wi-Fi, soprattutto nei luoghi pubblici di maggiore frequentazione" tra cui proprio scuole ed ospedali.

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