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Rete Elettrosmog: "Senatori sta a voi bloccare questo atto criminoso"

Arriva il momento della verità per l'elettrosmog in Italia: "Antenna selvaggia" ritorna sotto mentite spoglie. Con l'art. 14 al Decreto sviluppo-bis si cambieranno le "modalità di rilevazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz (quelle generate dai cellulari)". Le associazioni No Elettrosmog denunciano l'abbandono dei "criteri di minimizzazione" come del "Principio di Precauzione" e fanno un appello ai Senatori: "sta a voi bloccare questo atto criminoso che avrà ripercussioni certe nel medio lungo termine su tutta la popolazione!"

Dopo che solo qualche settimana fa il pericolo del provvedimento denominato "antenna selvaggia" era stato scongiurato grazie all'opposizione delle associazioni riunite nella Rete Elettrosmog Free, ecco che una nuova minaccia potrebbe "irradiarsi" dai nostri tetti. Questa volta il "nemico" non è più l'articolo 29 della bozza del DL Sviluppo 2 che prometteva la "free entrance" agli operatori di telefonia mobile su ogni tetto senza chiedere il permesso, ma qualcosa di più "fine" da comprendere e "difficile" da spiegare. Ci riesce benissimo in verità uno dei pochi politici che si è opposto con forza alla modifica dell'articolo 14 D.L. 179-12 (cioè il Decreto sviluppo-bis). Si tratta di Pietrangelo Pettenò, classe 1960, tecnico di assistenza di volo di Mestre, eletto nella lista Rifondazione Comunisti Italiani (circoscrizione di Venezia). Pietrangelo Pettenò con una mozione al Consiglio Regionale del Veneto afferma che sui limiti dell'elettrosmog "non si può barare" e per questo motivo chiede che "La Giunta intervenga presso il governo affinché stralci le norme del c.d. Decreto Sviluppo che allentano le tutele in vigore e mettono a repentaglio la salute dei cittadini".

Il testo del Consigliere Pettenò è illuminante, ma un articolo pubblicato sul sito di Rifondazione Comunista Veneto aiuta a comprendere in modo più lineare (visto che si parla di onde) la questione. Si legge nell'articolo: "Ciò che è importante sapere è che le disposizioni di questa nuova legge aumenteranno in modo molto significativo l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. Fulcro dell'articolo 14, infatti, è la variazione delle modalità di rilevazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz (quelle generate dai cellulari). Ciò, però, avviene in maniera quantomeno 'furbesca'. Fino ad oggi i valori di campo vengono monitorati ad intervalli di 6 minuti, come previsto nella normativa CEI 211-10". Mettendo in vulgata la mozione no elettrosmog del consigliere veneto di Rifondazione Comunista, l'articolo spiega: "La nuova legge, invece, permetterebbe che i valori siano riferiti a una media di 24 ore. Se questa norma fosse approvata, la base di calcolo si allargherebbe e, nella media giornaliera, i picchi massimi verrebbero compensati da quelli minimi delle ore notturne, e i limiti di legge, in tal modo, non verrebbero mai superati. In questo modo, inoltre, le aree cosiddette sensibili, perché ritenute ad alta frequentazione, potrebbero subire un'esposizione ai campi elettromagnetici doppia o tripla rispetto ai valori di attenzione e agli obiettivi di qualità attuali, indicati dal D.P.C.M. 8 luglio 2003. In definitiva, si tratta di un provvedimento che attua una grave e irreparabile deregulation dei procedimenti amministrativi finalizzati alle verifiche preventive ed ai controlli di carattere sanitario, che va ad incidere pesantemente sulla corretta applicabilità del c.d. principio di precauzione".

Insomma, spiega ancora l'articolo, prima che ai "mobile addict" fumino le orecchie: "Lo sviluppo tecnologico del Paese non va bloccato, ma la diffusione di nuove tecnologie nel campo della comunicazione elettronica digitale non può e non deve avvenire sacrificando la salute di cittadine e cittadini". E naturalmente lo sviluppo tecnologico del Paese non si può fare con la tecnica del "bastone e della carota" come rileva il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord in un comunicato. Scrive a proposito il Coordinamento: "La strategia del governo è stata quella del "bastone e la carota" recentemente sbandierata dal ministro dell'istruzione Profumo nei confronti degli studenti. Infatti, il governo aveva proposto anche la norma che impediva ai proprietari degli immobili di opporsi ai gestori per l'installazione di nuove antenne per la telefonia mobile sui tetti delle abitazioni. Ritirando quella norma ('la carota'), che aveva un evidente aspetto di incostituzionalità perché lesiva del diritto alla proprietà privata, il governo ha avuto facile gioco con la norma che farà aumentare notevolmente il livello del fondo elettromagnetico dentro e intorno alle case, alle scuole e ai luoghi di lavoro ('il bastone')". Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord afferma che "tutto ciò rappresenta un totale disprezzo del governo italiano" per due motivi, e cioè "per le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica condotta per il Tribunale di Roma, pubblicata a giugno del 2010 e riguardante il territorio di Roma Nord e dei Comuni vicini intorno alla Radio Vaticana"; "per le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica mondiale riconosciute dall'Organizzazione Mondiale della Sanità". Senza contare, continua il Coordinamento, che "il governo italiano, invece di adottare misure di tutela nei confronti della popolazione in applicazione del Principio di Precauzione, va nel senso opposto, consentendo a breve un forte incremento dei livelli di esposizione residenziale della popolazione ai campi elettromagnetici".

Mercoledì quindi ci sarà il momento della verità per l'inquinamento elettromagnetico del nostro Paese. Un inquinamento che non si vede, esattamente come le radiazioni di Fukushima (o di Chernobyl), e che quindi, culturalmente, è molto difficile da combattere. Soprattutto in un'epoca in cui l' analfabetismo funzionale trionfa insieme all'indifferenza. Drammatico l'"ultimo" appello della Rete No Elettrosmog che a firma del dottor Giorgio Cinciripini invia un appello ai Senatori che mercoledì saranno chiamati a votare la deregulation delle misurazioni. Scrive la Rete No Elettrosmog: "Legge 'Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese'. Interventi per la diffusione delle tecnologie digitali. - Rischio riduzione vincoli sanitari da esposizione ad inquinamento elettromagnetico. Con l'articolo 14 si vuole introdurre una de-regulation: non si misura più in un ristretto lasso di tempo per individuare i valori alti di esposizione, ... ma si fa la media delle 24 ore: quindi si ammettono valori altissimi ad es. nella mattina, visto che di notte la trasmissione è bassissima! Le lobby della telefonia e della industria lo hanno spudoratamente anche scritt : guardate questo ritaglio di una quotata rivista sul Wireless. Trattasi, dunque, di un provvedimento che attua una grave ed irreparabile deregulation dei procedimenti amministrativi finalizzati alle verifiche preventive ed ai controlli di carattere sanitario, che va ad incidere pesantemente sulla corretta applicabilità del Principio di Precauzione, vanificando i richiami ai criteri di minimizzazione, contenuti a più livelli, sia nella normativa nazionale che comunitaria, in materia di impianti di telecomunicazioni. Egregi Senatori: sta a voi bloccare questo atto criminoso che avrà ripercussioni certe nel medio lungo termine su tutta la popolazione!".

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